I santi del giorno del 13 febbraio

13 Feb

AGABO
profeta del 1° secolo, citato due volte nel libro degli Atti degli Apostoli. Predisse ad Antiochia la grande carestia generale sotto l’imperatore Claudio e la prigionia di Paolo, a Cesarea di Palestina, per opera dei Giudei.

ARCANGELA Girlani beata, morta nel 1495.

BEATRICE d’Ornacieu
nata a Ornacieu, nel Delfinato verso il 1260. A 13 anni entrò nella Certosa di Parmenie e nel 1301 venne inviata, con due compagne, a fondare un monastero a Eymet, nella diocesi di Valence, dove arrivarono altre donne desiderose di vita monastica, nonostante l’estrema povertà di vita. Morta il 25 novembre 1309, le reliquie riposano nel monastero dei monaci Olivetani di Parmenie. Nelle diocesi di Valence e Grenoble è festeggiata anche il 25 novembre.

BENIGNO di Todi
sacerdote martire nel 304, durante l’ultima persecuzione di Diocleziano. Inizialmente sepolto al 3° Km della strada per Todi, dal 1904 le sue reliquie sono nella chiesa di San Silvestro in un’urna d’argento datata 1679.

CASTORE martire.

CRISTINA di Spoleto
Agostina Camozzi, figlia di un medico italiano, nata nel 1435 a Porlezza, in Svizzera. Rimasta vedova, dopo una vita di divertimenti, entrò nel monastero di Sant’Agostino a Spoleto, prendendo il nome di Cristina. Le furono donate molte grazie particolari ed ebbe fama di santità ancora vivente. È morta a Spoleto il 13 febbraio 1456.

FOSCA di Ravenna
giovane pagana di Ravenna, convertita assieme alla nutrice Maura, dal sacerdote Ermolao, che le istruì e poi battezzò. Denunciate da Siroi, padre di Fosca, al prefetto Quinziano, furono arrestate, torturate e infine decapitate un 13 febbraio, forse del 250, sotto l’imperatore Decio I. I loro corpi, gettati in mare, vennero recuperati da marinai cristiani e sepolti in una grotta sul litorale libico della Tripolitania, presso l’antica città di Sabratha. Molti anni più tardi, quando la regione fu occupata dagli Arabi, un certo Vitale, cristiano, scoprì queste reliquie e le portò in Italia, a Torcello nella laguna veneta, dove venne eretta una basilica in loro onore.

GIACOMO Capoccio
compì gli studi all’Università di Parigi e nel 1287 ottenne il baccellierato, cioè 1° grado accademico. Nel 1293 conseguì il magistero in teologia e 7 anni dopo, fu chiamato a reggere lo studio generale dell’Ordine Agostiniano a Napoli. Nel 1302 Bonifacio VIII lo nominò arcivescovo di Benevento, ma con la sede di Napoli, dove svolse notevole attività letteraria e dove morì nel 1308. Il suo culto è stato confermato da Pio X, nel 1914.

GILDA o GILDO di Ely
santo inglese vissuto tra il 7° e l’8° secolo a Ely, sul fiume Ouse, presso Cambridge.

GIORDANO di Sassonia
nato nel 1185 a Borgberge, in Germania, studiò a Parigi, dove ottenne la cattedra di docente di Sacra Scrittura. Nel 1219 entrò nei Domenican, due anni dopo fu nominato Provinciale di Lombardia e alla morte del fondatore Domenico di Guzman, divenne il suo successore come Generale della Congregazione. Con una predicazione affascinante, contribuì alla diffusione dell’Ordine, tanto che veniva detto “il terrore delle madri”, perchè i giovani, dopo averlo ascoltato, lasciavano la famiglia per seguirlo. Sotto di lui le case salirono a 300 e i membri da  900, a 4000. È morto il 13 febbraio 1237 in un naufragio, presso le coste della Siria, tornando da un pellegrinaggio in Terrasanta.

LICINIO o LUCINO
detto “di Como”, ma vescovo di Angers, in Francia dove morì nel 605.

MAURA di Ravenna
nutrice di Fosca (v.), martire assieme a lei nel 250, circa a Ravenna, sotto l’imperatore Decio I. Patrona di Torcello, isola della laguna veneta, dove esiste una chiesa romanica dell’11° secolo, dedicata alle due martiri.

POLIEUTO di Melitene
martire a Melitene verso il 250. Secondo un’antica e leggendaria passio, era un ufficiale romano convertitosi al cristianesimo sotto l’influsso dell’amico e compagno d’armi Nearco, durante la persecuzione di Decio. A seguito di questa conversione, venne arrestato, condannato e poi decapitato. In suo onore furono edificate due chiese, una nella sua città e un’altra a Costantinopoli, che è stata portata a termine dalla nipote dell’imperatore Valentiniano III, Giuliana Anicia.

VEREMONDO
santo detto “di Meda”, morto nel 790.

 

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