Archivio | febbraio, 2013

I santi del giorno del 28 febbraio

28 Feb

ANTONIA o ANTONIETTA da Firenze  (28  e  29 Febbraio)
nata a Firenze nel 1401, nel 1447 fondò a L’Aquila il monastero delle Clarisse del Corpus Domini. Dovette soffrire gravi pene sia fisiche che spirituali, ma la sua pazienza fu di grande esempio per tutti quelli che la circondavano. È morta a L’Aquila il 29 febbraio 1472.

ANTONIETTA d’Orleans
figlia di Maria di Borbone, fondatrice dell’Ordine delle Figlie del Calvario, morta nel 1618.

AUGUSTO Chapdelaine (28  e  29 Febbraio)
nato in Francia nel 1814. Entrò nel seminario di Mortain dopo una vocazione contrastata dalla famiglia e nel 1843 fu ordinato sacerdote a Parigi nell’Istituto delle Missioni Estere. Nel 1851, inviato missionario in Cina, si imbarcò ad Anversa per andare alla missione di Kwang-Si, ma si fermò prima in un’altra località per imparare meglio la lingua. Poco tempo dopo essere arrivato alla missione fu denunciato e arrestato il 25 febbraio 1856. Dopo l’interrogatorio ricevette centinaia di colpi di bambu che resero il suo corpo tutta una piaga, fu incatenato e appeso in una gabbia per tre giorni, quando morì praticamente impiccato. È stato proclamato santo da Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000.

CAIO martire assieme a Cereale.

CARLO Gnocchi
nato a San Colombano al Lambro, Milano, il 25 ottobre 1902, figlio di Enrico, di professione marmista, morto nel 1904 e di Clementina Pasta, sarta. Ordinato sacerdote, celebrò la prima Messa il 6 giugno 1925, a Besana Brianza e fino al 1935 fu responsabile dell’oratorio parrocchiale della chiesa di San Pietro in Sala a Milano. In seguito il cardinale Ildefonso Schuster gli assegnò l’importante incarico di direttore spirituale degli alunni dell’Istituto Gonzaga. Nel 1940 si arruolò volontario in qualità di cappellano militare degli alpini nel Battaglione Val Tagliamento e nel 1943, con la Divisione Tridentina, partecipò alle campagne di Albania, Grecia e Russia meritandosi una medaglia d’argento al valor militare. Rientrato in patria, passò molti mesi viaggiando per le valli da cui provenivano gli alpini e qui entrando nelle loro case, scoprì gli orfani e i grandi disastri prodotti dalla guerra. Eccezionale esempio di carità cristiana e umana, nel 1947 fondò la Pro Infanzia Mutilata, per raccogliere, assistere, riabilitare e avviare al lavoro i bambini mutilati vittime di guerra, utilizzando in un primo tempo il centro per grandi invalidi di Arosio, e poi il primo vero centro tutto suo, aperto a Cassano Magnago. L’Opera, che nel 1952 diventò la Fondazione Pro Juventute raccogliendo unanimi consensi, attualmente conta ben 28 centri attivi in 9 regioni nelle principali città d’Italia, assistendo o curando circa 8000 persone al giorno. Si occupa di tutte le patologie invalidanti e assiste più di 25mila disabili con oltre 3mila operatori più molti volontari. Sono stati curati e riabilitati anche centinaia di bambini vietnamiti vittime di guerra, come anche di tanti altri del Terzo Mondo con interventi in Kosovo, Zimbabwe, Ruànda, Ecuador, Tibet e altri ancora. Nell’aprile 2003 Carlo Azeglio Ciampi ha insignito la Fondazione della medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica. Attraverso convenzioni con l’Università Statale di Milano, il Centro per lo studio e la Terapia delle Malformazioni congenite e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ma sopratutto con il Politecnico di Milano, dove opera il Centro di Bioingegneria, ha sviluppato anche una forte componente scientifica e di ricerca. Gravemente ammalato, il fondatore è morto il 28 febbraio 1956, nella Clinica Columbus di Milano, donando le cornee degli occhi per un trapianto su due giovani, Silvio e Amabile che così hanno potuto riacquistare la vista. Solenne beatificazione in piazza del Duomo a Milano il 25 ottobre 2009, alla presenza di 50mila persone, tra le quali più di 200 sacerdoti e 1500 alpini.

CEREALE martire assieme a Caio e altri compagni.

DANIELE Brottier
nacque il 7 novembre 1876, a Fertè-Saint-Cyr, in Francia. Si fece sacerdote nella congregazione dei Padri dello Spirito Santo e partì missionario per il Senegal al servizio dei giovani della comunità cristiana di Saint-Louis, ma nel 1911 fu costretto a tornare in patria per motivi di salute. Durante la prima guerra mondiale formò un gruppo di cappellani volontari che condivisero la vita con i soldati. In seguito l’arcivescovo di Parigi gli affidò la direzione di un grande orfanotrofio, dove impegnò tutte le sue forze, ispirate dalla preghiera costante, a grande carità e cuore pieno di tenerezza. È morto ad Auteuil, sobborgo di Parigi, il 28 febbraio 1936.

GUALTIERO santo monaco francese, abate dell’11° secolo.

ILARIO o ILARO papa
originario della Sardegna, figlio di Crispino, eletto il 19 novembre 461. Arcidiacono, successore del grande Leone I Magno, del quale era stato Legato al Concilio di Efeso del 449, quello noto come “latrocinio”, da dove era riuscito a fuggire portando la testimonianza delle irregolarità che vi erano state compiute. Confermò i concili ecumenici di Nicea, Calcedonia ed Efeso, presiedette il sinodo di Roma del 16 novembre 465 e lottò instancabilmente contro l’arianesimo, particolarmente diffuso tra i Germani installati in Italia, ma fu costretto a tollerare la costruzione di una chiesa per quelli residenti a Roma, chiamata di Sant’Agata dei Goti. Scomunicò gli eresiarchi Eutiche e Nestorio, fece restaurare le chiese danneggiate dai Vandali, ampliare il Laterano e proibì ai vescovi la designazione dei loro successori. Morì il 29 febbraio 468 e il suo corpo fu sepolto nella basilica di San Lorenzo fuori le Mura, al Verano.

MACARIO martire.

NINFA di Colosse
discepola dell’apostolo Paolo. Nella sua casa a Colosse si radunava una comunità di cristiani.

OSVALDO di Worcester
nato nel 930 in Inghilterra, da genitori danesi. Divenne monaco benedettino nell’abbazia di Fleury, a Saint-Benoit-sur-Loire, presso Orleans. Ordinato sacerdote nel 959, tornò in patria e poi, su raccomandazione di Dunstano arcivescovo di Canterbury, fu nominato vescovo di Worcester sul fiume Severn, presso Birmingham e nel 973, pur conservando questa diocesi, divenne anche arcivescovo di York. Fondò vari monasteri e conventi, fra i quali uno a Westbury-on-Trym presso Bristol e quello più importante di Ramsey, sull’isola di Man nel quale fu docente Abbone, proveniente da Fleury. La sua opera pastorale, tesa alla rinascita monastica, diede all’Inghilterra nuovi vescovi, centri di studio e molti missionari nel Nord Europa. Morì a Worcester il 28 febbraio 992, dopo aver lavato i piedi a 12 poveri e aver cenato con loro.

PALLADIO di Limoges
abate di Condat, sui monti dell’Alvernia, compagno del primo abate Romano (400-465).

PUPOLO martire assieme a Caio e Cereale.

ROCCO di Anversa martire romano, molto venerato ad Anversa, nel Belgio.

ROMANO di Condat
nato in Francia verso il 400. Eremita sulle montagne del Giura, tra la Svizzera e la Francia, fu seguito dal fratello Lupicino, da una sorella e da molti altri. Assieme costruirono due monasteri a Condat, sulle montagne dell’Alvernia, uno maschile del quale Romano divenne il primo abate e uno femminile, dove fu badessa la sorella. Ordinato sacerdote nel 444 da Ilario di Arles, acquisì grande fama per aver guarito due lebbrosi mentre si recava in pellegrinaggio a Saint-Maurice, in Svizzera. È ritenuto il fondatore anche della badia di Saint-Claude, in Francia ed è morto verso il 465.

RUFINO di Roma martire con Giusto e Teofilo.

SILVANA martire verso il 304.

TEOFILO di Roma martire assieme a Giusto e Rufino.

TERESIO abate boemo del 13° secolo.

VILLANA de’Bottis
nata a Firenze nel 1332 da una agiata famiglia di commercianti, fuggì di casa per diventare monaca, ma venne ripresa dai parenti e nel 1351 fu costretta al matrimonio con Rosso Benintendi, dal quale ebbe un figlio. Dopo un breve periodo di feste e mondanità, tornò in lei il desiderio della vita religiosa e così si iscrisse alle Terziarie Domenicane. Divenuta famosa in tutta Firenze per i carismi, specialmente quello della profezia, quando morì nel 1361, una grande folla di fiorentini accorse a venerare il suo corpo, tanto che lo si dovette lasciare esposto per più di un mese, e in tutto questo tempo rimase incorrotto. Il suo sepolcro è conservato nella chiesa di Santa Maria Novella.

I santi del giorno del 27 febbraio

27 Feb

ABBONDIO martire assieme a Fortunato.

EULALIO d’Ivrea vescovo della città nel 4° secolo.

FORTUNATO martire assieme ad Abbondio.

GABRIELE dell’Addolorata
Francesco Possenti, nato ad Assisi il 1° marzo 1838, figlio di un governatore dello Stato Pontificio. Orfano di madre all’età di 8 anni, venne affidato ai Fratelli delle Scuole Cristiane e a 12 entrò nel collegio dei Gesuiti. Nel 1856, contemplando un’immagine di Maria Vergine, sentì una forte chiamata alla vocazione religiosa e l’anno dopo entrò nel noviziato dei Passionisti a Morrovalle, in provincia di Macerata, prendendo il nome di Gabriele dell’Addolorata. Inviato nel monastero di Isola, alle pendici del Gran Sasso, per quasi 6 anni fu di edificazione ai confratelli, ispirandosi a Luigi Gonzaga, Stanislao Kostka e Giovanni Berchmans, per lo spirito di devozione a Maria Santissima Addolorata. È morto a Isola del Gran Sasso d’Italia, provincia di Teramo il 27 febbraio 1862, quando aveva ricevuto solo gli ordini minori. La causa di beatificazione, avviata nel 1891, è stata conclusa da Pio X il 31 maggio 1908 e poi Benedetto XV lo ha canonizzato il 13 maggio 1920, proclamandolo compatrono della gioventù cattolica italiana. La sua tomba, attorno alla quale si sono registrati molti fatti prodigiosi, è meta di numerosi pellegrinaggi anche ai nostri tempi.

LEANDRO di Siviglia
nato in Spagna nel 540 da una famiglia romana, fratello di Fulgenzio, il vescovo di Cartagena e di Isidoro, che fu il suo successore nel vescovado di Siviglia. Verso il 580 fu inviato ambasciatore a Costantinopoli, dove conobbe Gregorio Magno, del quale divenne amico e quando tornò in patria, si fece monaco nel convento benedettino di Siviglia. Nel 584, eletto vescovo della città, fu un implacabile persecutore dell’eresia ariana, contro la quale scrisse due libri e si adoperò per l’evangelizzazione di Svevi e Visigoti di Spagna, riuscendo a convertire anche il loro re Recaredo (Riccardo). Morto il 13 marzo 601, è stato insignito del titolo di “Dottore della Chiesa”.

LUCA di Messina archimandrita, morto nel 1149.

ONORINA di Normandia martire a Caux in Francia, nel 4° secolo.

PROCOPIO di Costantinopoli ricordato anche il 17 Febbraio.

I santi del giorno del 26 febbraio

26 Feb

ALESSANDRO di Alessandria
nato nel 250, eletto vescovo e patriarca di Alessandria d’Egitto nel 313, convocò un sinodo provinciale per scomunicare l’eresiarca Ario che faceva parte del suo clero. Ordinò prima diacono e poi sacerdote Atanasio, con il quale ebbe una parte importante nel Concilio di Nicea del 325, il 1° ecumenico della storia della Chiesa, promosso dall’imperatore Costantino. Anche qui 250 vescovi condannarono la dottrina di Ario, proclamando che il Figlio è generato non creato ed è della stessa sostanza del Padre. È morto il 18 aprile 328, ma in Occidente la sua festa è il 26 febbraio.

ANDREA vescovo di Firenze all’inizio del 5° secolo.

CLAUDIANO di Perge
vescovo martire martire nel 3° secolo in Panfilia assieme a Conone, Papia, Diodoro e Nestore.

CONONE  martire a Perge in Panfilia, assieme al vescovo Claudiano, Diodoro, Papia e Nestore.

DIODORO di Perge martire in Panfilia, assieme al vescovo Claudiano e altri compagni.

FAUSTINIANO di Bologna vescovo di Bologna, morto nel 350.

NESTORE di Magydos vescovo martire in Panfilia. Subì il martirio durante la persecuzione di Decio, tra il 249 e il 252, essendosi rifiutato di convincere i suoi fedeli a sacrificare agli dei pagani. Fece fuggire dalla città tutti i cristiani, ma lui rimase al suo posto, così fu arrestato e condotto a Perge, presso Antalya, dove venne ucciso assieme a molti compagni, tra i quali Claudiano, Conone, Diodoro e Papia. Nel Martirologio geronimiano è ricordato il 25 febbraio.

PAPIA di Perge martire in Panfilia, assieme ai vescovi Nestore e Claudiano.

PORFIRIO di Gaza
nato nel 345 a Tessalonica (oggi Salonicco in Grecia) e morto nel 420 a Gaza, in Palestina. Dopo 5 anni di vita eremitica nel deserto egiziano, si fece monaco nella Palestina meridionale, dove fu ordinato presbitero. Nel 395 venne consacrato vescovo di Gaza e si impegnò a fondo per la diffusione del cristianesimo, intervenendo al Sinodo di Lydda. È ricordato per la sua austerità e anche perchè ebbe il dono di operare miracoli.

ROMEO di Lucca carmelitano, morto nel 1380, patrono di Lucca.

I santi del giorno del 25 febbraio

25 Feb

BONELLO santo vissuto nel 7° secolo.

CESARIO di Nazianzo
nato nel 330, figlio di Gregorio il Vecchio, studiò geometria e astronomia. Conseguita la laurea in medicina, esercitò la professione presso la corte di Costantinopoli. Divenne amministratore della Bitinia, dove si convertì al cristianesimo in seguito all’emozione provata durante un terremoto nel 368. Morto l’anno successivo, lasciando per testamento tutti i suoi beni ai poveri, è conosciuto  anche per l’elogio funebre che di lui fece il fratello Gregorio.

CLAUDIANO martire con Dioscoro, Niceforo, Serapione e Vittorino.

COSTANTE santo di Fabriano, morto nel 1481.

COSTANZA di Vercelli
sorella del vescovo di Vercelli, Costanzo, visse in preghiera e umiltà in un monastero, nel 6° secolo.

DIEGO di Canicattì
martire in Sicilia dopo il 250. Sepolto a Tiche nelle catacombe di Vigna Cassia, presso Siracusa.

DIOSCORO  martire con Claudiano, Niceforo, Serapione e Vittorino.

DONATO di Zara vescovo di Zara, martire in Africa assieme a Giusto.

EUSTAZIO di Aosta 1° vescovo della città.

GERLANDO di Agrigento
nato a Besancon (Francia). Nel 1088 il gran conte Ruggero I Altavilla lo nominò vescovo di Girgenti (dal 1927 Agrigento), venendo poi consacrato da Urbano II nel 1098. Si occupò della riorganizzazione della comunità cristiana la quale, dopo il lungo dominio musulmano era ridotta a pochissimi fedeli dispersi. In breve tempo riuscì però a ricostruire la casa episcopale, la cattedrale e fortificare il castello. Morto il 25 febbraio 1101, i suoi successori traslarono più volte le reliquie. 

GIUSTO martire in Africa con Donato, vescovo di Zara.

NICEFORO martire assieme a Claudiano, Dioscoro, Serapione e Vittorino.

SERAPIONE martire assieme a Dioscoro, Claudiano, Niceforo e Vittorino.

TARASIO di Costantinopoli
nato verso il 730, figlio del prefetto di Costantinopoli, venne eletto Patriarca per volere dell’imperatrice Irene. Fu confermato dal papa Adriano I che, nel 787, lo inviò a dirigere il 2° Concilio di Nicea. È morto nell’806.

VALPURGA di Eichstàtt o VALBURGA
nata nel 710 nel Sussex, in Gran Bretagna e morta nel 779, in Germania. Figlia di Riccardo re del Wessex e sorella dei santi Villibaldo e Vunibaldo, nel 761 divenne badessa del monastero di Heidenheim, in Germania, succedendo al fratello Vunibaldo e fu così di molto aiuto a san Bonifacio nell’evangelizzazione. Nell’871 le sue reliquie furono traslate a Eichstàtt, dove venne fondata l’abbazia di Santa Valpurga e la tomba nella chiesa di Santa Croce divenne meta incessante di pellegrinaggi, perchè dalle pietre sgorgava periodicamente, da ottobre a febbraio, un liquido ritenuto miracoloso, chiamato “l’olio di santa Valpurga”. Santificata per volere dei fedeli, in suo onore vennero fissate due festività, il 25 febbraio, presunta data della morte, che dal fervore popolare fu associato ad antiche leggende folkloristiche germaniche sul ritorno della primavera e il 1° maggio, giorno della traslazione, nella notte della cui vigilia si svolgeva il sabba delle streghe.

VANDA o WANDA leggendaria principessa polacca, vissuta nell’8° secolo.

VITTORINO martire con Claudiano, Dioscoro, Niceforo e Serapione.

I santi del giorno del 24 febbraio

24 Feb

ADELE di Blois
nata nel 1062 a Blois sulla Loira, presso Orleans. Figlia di Guglielmo il Conquistatore, sposò Stefano di Blois e divenne madre di 7 figli. Venne chiamata “l’eroina della prima crociata”, svoltasi dal 1096 al 1099, perché fu una delle prime donne francesi ad ascoltare le esortazioni di papa Urbano II che incitava tutti i cristiani a unirsi per liberare i Luoghi Santi dai musulmani. Morì nel 1137.

AURELIO di Nicomedia martire in Bitinia.

BETTONE vescovo del 9° secolo, martire.

CELSO di Treviri 2° vescovo di Treviri, nel 4° secolo.

DEMETRIADE
figlia del console Olibrio, rifugiatasi in Africa, si convertì alla vita religiosa per opera di Agostino e di Alipio di Tagaste e rinunciò così al matrimonio per consacrarsi a Dio. Fu in rapporti epistolari con Girolamo di Stridone, Prospero d’Aquitania e Pelagio. Una lettera di quest’ultimo, conteneva già spunti eterodossi, confutati in un’altra missiva inviata a lei da Agostino d’Ippona e così le due lettere costituirono il primo episodio della controversia pelagiana. Tornata a Roma, fece costruire la basilica di Santo Stefano, sulla Via Latina.

EDILBERTO del Kent o ETELBERTO,
nato nel 552 circa, re del Kent dal 560. Riconosciuto capo supremo alla fine del secolo, estese il suo potere su quasi tutta la Gran Bretagna. Sposò Berta, figlia di Cariberto, re di Aquitania, che lo convertì e favorì l’evangelizzazione iniziata da Agostino di Canterbury, che gli fu di prezioso aiuto per organizzare una Chiesa Anglosassone, dipendente da Roma. Poco fuori Canterbury fece costruire un monastero intitolato ai santi Pietro e Paolo, che poi porterà il nome di Sant’Agostino. Verso il 604 fondò due vescovadi, a Rochester e Londra dove eresse la primitiva cattedrale di San Paolo, nominando Mellito 1° vescovo della città. Dette al popolo un corpo di leggi che fu il primo codice scritto promulgato nel paese. Morto dopo 56 anni di regno, è stato sepolto nella cappella di San Martino nel monastero di Canterbury accanto alla moglie Berta.

FLAVIANO o FLAVIO
detto “di Montefiascone”, martire in Africa nel 259, assieme a Giuliano, Lucio, Montano e Vittorico, durante la persecuzione di Valeriano I.

MAFFEO martire in Giudea.

MARCO de’ Marconi beato morto nel 1510.

MATTIA
uno dei 12 apostoli, che in precedenza era stato uno dei 72 discepoli inviati in missione da Gesù. Eletto mediante estrazione a sorte, in sostituzione di Giuda Iscariota, per rendere testimonianza della risurrezione del Signore, come si può leggere nel 1° capitolo del libro degli Atti degli Apostoli, dell’evangelista Luca. Portò il Vangelo in Egitto, Macedonia ed Etiopia, dove subì il martirio nel 64. Secondo un’altra tradizione, avrebbe predicato in Giudea, Cappadocia e sulle rive del Mar Caspio, dove subite molte persecuzioni, fu poi martirizzato a Colchide, sul Mar Nero.

MODESTO
confessore della fede, vescovo di Treviri, in Germania.

MONTANO
martire in Africa nel 259, assieme a Flaviano, Giuliano, Lucio e Vittorico.

OMERO di Lione
nato nella regione dei monti del Forez, nel massiccio centrale, in Francia, per molti anni fece il fabbro a Lione e poi entrò nel monastero di San Giusto, agli ordini dell’abate Vivenzo, che avrebbe voluto fare di lui un sacerdote, ma rifiutò, perchè non se ne sentiva degno. Morì nel 630 e fu sepolto nel monastero, dove le sue reliquie rimasero fino a quando gli Ugonotti non le profanarono e dispersero circa mille anni più tardi.

PRIMITIVA martire.

PRIMOLO di Cartagine martire in Tunisia nel 259.

SERGIO di Cesarea
martire di Cesarea di Cappadocia. Secondo una passio latina forse era un magistrato imperiale il quale, divenuto monaco eremita, fu condannato alla decapitazione per aver disturbato i riti pagani al tempo degli imperatori Diocleziano e Massimiano Erculeo.

VITTORICO
martire in Africa, nel 259, assieme a Flaviano, Giuliano, Lucio e Montano, durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano.

I santi del giorno del 23 febbraio

23 Feb

EUGENIO IV papa
Gabriele Condulmer, nato nel 1383 a Venezia da una ricca famiglia. Monaco degli eremitani di Sant’Agostino e nipote del papa Gregorio XII, fu scelto per il suo equilibrio e la vasta cultura, come successore di Martino V, il 3 marzo 1431, in un momento molto difficile per la Chiesa, divisa da scismi e minacciata dai Turchi. In seguito a una sollevazione popolare guidata dalla famiglia Colonna, nel 1434 fuggì da Roma e 4 anni dopo indisse un Concilio a Ferrara, trasferito poi a Firenze, che decise la riunificazione delle chiese orientali, che però non ebbe seguito. Nel 1439 esponenti ecclesiastici riuniti in un concilio a Basilea, proclamarono la loro superiorità sul papa, giungendo al punto di deporlo, sostituendolo con Amedeo VIII di Savoia, il quale prese il nome di Felice V e fu l’ultimo antipapa. Eugenio annullò allora gli atti del Concilio, scomunicò l’antipapa e con questa sua energica condotta, convinse i cardinali dissidenti a tornare all’ortodossia. Il suo pontificato viene ricordato anche per l’azione svolta in favore della riforma dei costumi, oltre che per aver aiutato e protetto artisti come il Beato Angelico, Pisanello, Leon Battista Alberti e Flavio Biondo e per l’incarico al Filarete delle porte di bronzo per la basilica di San Pietro. È morto il 23 febbraio 1447.

FELICE di Brescia
26° vescovo della città, governò la diocesi dal 617 al 656. Con l’aiuto di Teodolinda, regina dei Longobardi, fece costruire varie chiese, ma il re lo cacciò, per mettere al suo posto un vescovo ariano. Riuscì a tornare alla sua sede a furor di popolo e forse morì martire, ma il corpo è stato ritrovato solo nel 1508, sepolto nella Chiesa di Sant’Afra, a Brescia.

GIUSEPPINA Vannini
nata il 7 luglio 1859 a Roma, fondatrice della Congregazione delle Figlie di San Camillo, per la cura degli ammalati, nei quali vedeva le piaghe da guarire e il volto di Cristo sofferente. È morta a Roma, il 23 febbraio 1911.

LAZZARO di Costantinopoli monaco e pittore, morto a Roma nell’ 867.

LIVIO martire romano verso la fine del 2° secolo.

MARTA di Astorga
ragazza spagnola di nobili origini, martire nel 251. La tradizione racconta che viveva ad Astorga, nelle Asturie, quando il governatore Paterno obbligò il popolo a sacrificare agli dei pagani e lei, cristiana, si rifiutò. Venne allora legata e percossa, poi il governatore le promise che se avesse rinunciato al cristianesimo le avrebbe dato suo figlio per marito, altrimenti sarebbe stata condannata a morte. Marta rifiutò anche questo e perciò venne uccisa.

MILO santo di Benevento, morto nel 1070.

PASCASIO vescovo martire in Francia.

POLICARPO di Roma martire.

POLICARPO di Smirne
nato nel 69 a Smirne. Secondo Ireneo, che era un suo uditore, Policarpo, discepolo dell’evangelista Giovanni, venne educato dagli stessi apostoli e visse a contatto con dei fratelli che avevano visto il Signore Gesù. Verso il 115, nella seconda metà del regno di Traiano fu scelto come vescovo della sua città e combattè le eresie di Valentino e di Marcione. A Smirne accolse Ignazio di Antiochia mentre era in viaggio per Roma, dove doveva subire il martirio. Nel 154, come delegato della Chiesa dell’Asia, fu a Roma dal papa Aniceto per la questione della data della Pasqua, se era da celebrare secondo l’uso dei giudei; il 14 di nisan giorno del plenilunio di primavera, o la domenica successiva ma, dopo lunghe discussioni, ognuno rimase del suo parere e Policarpo tornò a Smirne. Il 23 febbraio 155, all’età di 86 anni subì il martirio sotto Antonino Pio, arso vivo nello stadio della città, per essersi rifiutato di bestemmiare Gesù dicendo:”in tutti questi anni non mi ha mai fatto nulla di male, perchè dovrei bestemmiarlo ?”. Come teologo godette di grande autorità, scrisse molte lettere, ma una sola è giunta fino a noi, quella ai cristiani di Filippi del 108, per rispondere a una lettera di quella comunità e avere ulteriori notizie sul viaggio di Ignazio di Antiochia verso il martirio, dalla quale possiamo avere utilissime indicazioni sulla fede dei primi cristiani. Qualche anno dopo la sua morte, la comunità di Smirne, volendo portare a conoscenza di tutte le Chiese cristiane l’eroico martirio del suo vescovo, incaricò Marcione di comporre una fedele relazione ed è questa una delle più importanti passio, il più antico e commovente documento sul culto dei martiri, in forma di lettera, dai membri della “Chiesa di Dio che vive in esilio a Smirne”, spedita a tutte le comunità della santa Chiesa cattolica di ogni luogo conosciuto.

PRIMIANO di Larino
vescovo greco del 4° secolo, venerato ad Ancona e in Abruzzo, compatrono di Larino in provincia di Campobasso. La cripta del 9° secolo della Cattedrale di Spoleto (Santa Maria Assunta), è intitolata a San Primiano.

RENZO
santo più volte citato nei calendari, particolarmente in Toscana, ma del quale non ci sono notizie storiche.

ROMANA o ROMINA
secondo una Vita ampiamente leggendaria, era figlia del prefetto Calpurnio e sorella di Firmina. Fuggita alla vigilia delle nozze, si sarebbe rifugiata sul monte Soratte, sulla destra del Tevere a nord di Roma che ora si chiama Monte di Sant’Oreste. In questo luogo ricevette il battesimo dal futuro papa Silvestro I e visse il resto dei suoi giorni in una grotta presso Todi. Martire verso il 324, le reliquie furono traslate nella chiesa di San Fortunato a Todi, dove è molto venerata.

SERENO di Sirmio
giardiniere martire a Sirmio, sotto l’imperatore Galerio, nel 3° secolo.

TEA martire.

I santi del giorno del 22 febbraio

22 Feb

GAIO martire in Frigia, assieme ad Alessandro.

ISABELLA di Francia
nata a Parigi nel 1225, figlia del re Luigi VIII e di Bianca di Castiglia, sorella minore di Luigi IX, il santo. Orfana di padre poco dopo la nascita, fu educata cristianamente dalla madre che si occupò anche della sua istruzione nelle scienze e nelle arti. Assieme al fratello e al papa Innocenzo IV, la incoraggiò ad accettare il matrimonio con Corrado IV, figlio dell’imperatore Federico II, perchè questo poteva essere molto vantaggioso per la Francia e la Chiesa, nella speranza di ottenere la pacificazione tra le regioni italiane. Volle invece consacrarsi interamente a Dio e dopo la morte della madre, entrò nel monastero delle Clarisse di Longchamp, che aveva fondato lei stessa nel 1259 e al quale Urbano IV aveva dato una regola meno rigida di quella di Santa Chiara. Non prese l’abito e non fece la professione religiosa, ma con grande umiltà, si ritirò nel chiostro del convento, dove morì il 23 febbraio 1270. Nel 1521 Leone X ne approvò il culto, che poi nel 1696, Innocenzo XII estese a tutto l’Ordine francescano. Come ELISABETTA è festeggiata il 31 agosto.

MARGHERITA da Cortona
nata nel 1247, nei pressi di Castiglione del Lago Trasimeno, Perugia. Di umili origini contadine, rimase presto orfana di madre e il padre, Tancredi di Bartolomeo si risposò, ma la nuova moglie fu una cattiva matrigna per Margherita che, stanca di subire maltrattamenti, all’età di 18 anni andò a Montepulciano a vivere con il nobile Arsenio, nel suo castello come concubina. Rimase con lui circa 10 anni ed ebbe anche un figlio, ma quando l’amante venne assassinato, si pentì della sua vita e si convertì. Educò cristianamente il figlio e nel 1277 fu accolta nel Terz’Ordine Francescano a Cortona, dove si dedicò solo alla preghiera e alle opere di carità. Più tardi diede vita a una congregazione di terziarie chiamate le “poverelle” e nel 1278 fondò un ospedale, la Casa di Santa Maria della Misericordia, tuttora esistente. Morta a Cortona il 22 febbraio 1297, il suo corpo incorrotto è conservato in un’urna d’argento in stile gotico, nella chiesa di Santa Margherita, edificata tra il 1856 e il 1897, sul luogo dov’era il santuario fondato da lei. Canonizzata nel 1728 da Benedetto XIII, è una delle sante più popolari dell’Italia Centrale.

PAPIA di Gerapoli
nato in Frigia, discepolo di Giovanni apostolo e compagno di Policarpo, vescovo di Gerapoli. Intorno al 130, scrisse una Spiegazione delle Parole del Signore, opera esegetica in 5 libri, della quale purtroppo restano solo pochi frammenti, che però dal punto di vista storico sono molto importanti, come esempio dell’insegnamento orale degli apostoli e dei discepoli. Secondo un’incerta tradizione subì il martirio a Pergamo, in Misia.

PELLEGRINA di Nicomedia martire assieme a Regina.

REGINA di Nicomedia martire assieme a Pellegrina.

I santi del giorno del 21 febbraio

21 Feb

ELEONORA d’Inghilterra
nata nel 1222, in Francia, figlia del conte di Provenza, Raimondo Berengario IV e di Beatrice di Savoia. Nel 1236, sposò Enrico III re d’Inghilterra e come altri membri della sua famiglia, ebbe fama di autrice di poesie, ma si rese impopolare in Inghilterra, favorendo i propri connazionali, finanziando la spedizione nell’Italia Meridionale del cognato Carlo d’Angiò. Dopo la morte del marito, sul quale aveva esercitato una grande influenza, dal 1272 governò il paese per 2 anni, fino al ritorno del figlio Edoardo I dalla crociata, che poi la costrinse a ritirarsi nel monastero di Amesbury, presso Salisbury, dove morì in fama di santità, il 25 giugno 1291. Benchè non sia mai stata canonizzata e il suo culto non sia ufficiale viene tradizionalmente festeggiata il 21 febbraio.

IRENE di Roma
sorella di papa Damaso I, le scarse notizie su di lei ci vengono da una poesia dedicatale dal celebre fratello. Consacratasi a Dio ancora giovanissima, morì a soli 19 anni e fu sepolta sulla Via Ardeatina.

MASSIMIANO di Ravenna
nato a Pola nel 490 e morto a Ravenna nel 556. Fu il primo ad assumere, in Occidente, il titolo di “Archiepiscopus”, inteso come capo di un gruppo di vescovi metropoliti. Vicario del papa Vigilio e dell’imperatore Giustiniano, occupò un posto di rilievo nella vita politica e religiosa italiana del 6° secolo. Con lui la Chiesa di Ravenna rifiorì materialmente e moralmente e fu sempre lui a consacrare le basiliche di San Vitale e di Sant’Apollinare in Classe che fece adornare con i famosissimi mosaici.

NATALE Pinot
nato il 19 dicembre 1747 ad Angers. Fu ordinato sacerdote e divenne parroco, ma quando si rifiutò di giurare sulla costituzione civile della rivoluzione francese, venne destituito dall’incarico ed esiliato. Tre anni dopo quando tornò, fu arrestato mentre celebrava la santa Messa e decapitato sulla piazza di Angers il 21 febbraio 1794

PATERNO di Brescia santo di Brescia, morto nel 604.

PIER DAMIANI
nato a Ravenna nel 1007, da una famiglia poverissima. Rimasto orfano, fu sostenuto negli studi dal fratello maggiore Damiano e ancora giovanissimo, divenne insegnante di grammatica a Parma e Ravenna. Affascinato dalla contemplazione, lasciò presto l’insegnamento, nel 1035 abbracciò la regola benedettina e si ritirò nel monastero di Fonte Avellana. Per l’austerità dei costumi e la grande opera di apostolato esercitata nei vicini conventi, nel 1043 fu eletto priore e poi nell’autunno 1057 divenne stretto collaboratore di Stefano IX, dal quale suo malgrado, fu nominato vescovo-cardinale di Ostia. La sua eccezionale personalità lo portò al ruolo di consigliere di altri papi e Legato Pontificio, in numerose missioni religiose e diplomatiche. Teorico della vita monastica, nel 1059 fu a Milano per la riforma di quella Chiesa, nel 1063 a Cluny, per difendere i previlegi dell’abbazia contro il vescovo di Macon, quindi a Firenze, dove assolse il vescovo Pietro accusato di simonia. Nel 1069 fu anche a Magonza per distogliere Enrico IV dal divorzio e nel 1072 a Ravenna, per riconciliare la città con la Santa Sede. Tornando da quest’ultima missione, morì in una chiesa di Faenza il 22 febbraio 1072 e fu subito venerato come santo. La sua produzione letteraria è molto vasta e comprende 150 lettere indirizzate a eminenti personaggi del tempo, oltre a inni, poemi, biografie di santi e trattati polemici di vario genere. Nel 1828 Leone XII, lo ha proclamato Dottore della Chiesa.

PIPINO di Landen
detto anche Pipino il Vecchio, nato nel 580. Maestro di palazzo del regno di Austrasia per la dinastia merovingia, prima con il re Dagoberto I e poi con Clotario II, re e padrone di tutto il Regno Franco, Gallia e Germania. Sposato con Itta, fondatrice del monastero di Nivelles, ebbe due figlie, Gertrude e Begga. Caduto in disgrazia, dopo un periodo di esilio, dal 638 fu nuovamente maestro di palazzo del re Sigeberto II. Morì nel 640, fu sepolto nel feudo di Landen e poi le sue reliquie vennero trasportate a Nivelles dove furono portate in processione fino al 16° secolo.

ROBERTO Southwell
nato in Inghilterra nel 1561 fu costretto a studiare in Francia nei collegi di Clermont e Parigi, dove tentò di entrare nella Compagnia di Gesù, venendo respinto causa la giovane età. Andò allora in pellegrinaggio a Roma dove venne accolto nel noviziato di Sant’Andrea, che però terminò a Tournai, prima di tornare a Roma nel 1584 per ricevere l’ordinazione sacerdotale. Esercitò poi il suo apostolato in Inghilterra amministrando i sacramenti di nascosto nei dintorni della capitale e scrivendo libri sulla fede editi da una stamperia segreta locale. Nel luglio del 1592, però fu tradito da una cristiana convertita al protestantesimo e dopo varie settimane di torture per indurlo a rivelare i nomi degli altri sacerdoti cristiani, venne rinchiuso nella Torre di Londra. Il 20 febbraio 1595 fu processato per alto tradimento, condannato e impiccato il giorno seguente. È stato canonizzato da Paolo VI nel 1970.

SEVERIANO di Scitopoli vescovo martire, in Cappadocia, nel 452.

SIRICIO martire in Africa con numerosi compagni di fede.

TITO martire in Africa assieme a Siricio e Verulo.

VERULO martire in Africa assieme a Siricio, Tito e compagni.

ZACCARIA patriarca di Gerusalemme, morto nel 631.

I santi del giorno del 20 febbraio

20 Feb

AMATA Martini
nipote di Chiara d’Assisi, dedita a una vita mondana ricca di divertimenti, grazie alle preghiere d’intercessione della zia, abbracciò la vita religiosa. Morì verso il 1250.

ELEUTERIO di Bisanzio
forse 7° vescovo, dal 129 al 136, martire. Un’altra fonte invece lo indica come Patriarca di Costantinopoli nel 5° secolo.

ELEUTERIO di Tournai
evangelizzatore della regione fiamminga del Belgio e 1° vescovo di Tournai, sul confine fra Belgio e Francia, sotto il regno di Clodoveo I. Amico di san Medardo, sembra sia stato eletto verso il 496 e poi martirizzato dagli Ariani in data sconosciuta. Le sue reliquie sono state ritrovate a Blandain, presso Tournai, il 18 settembre 897.

EUCHERIO d’ Orleans
vescovo benedettino morto nel 738. Dopo il 732 venne mandato in esilio dal re Carlo Martello, perché lo aveva rimproverato e accusato di molti soprusi nei confronti della Chiesa. Terminò così la sua vita come semplice monaco.

GIACINTA Marto
beata portoghese nata nel 1910, una delle veggenti di Fatima.

LEONE di Catania
nato nel 9° secolo a Ravenna dove ricevette l’ordinazione sacerdotale prima di diventare vescovo di Catania. Visse santamente con grande amore per i poveri

NILO di Emesa
vescovo martire nel 4° secolo a Emesa (Hims) sul fiume Oronte, in Siria, assieme a Zenobio sacerdote, Tirannione vescovo di Tiro, Peleo e Silvano.

PELEO
vescovo martire a Emesa (oggi Hims), in Siria, assieme al sacerdote Zenobio, Nilo e Silvano.

REMO
santo celebrato in vari calendari, ma senza notizie storiche.

SILVANO di Emesa
vescovo martire a Emesa (Hims) sul fiume Oronte, in Siria, assieme a Nilo, Peleo e Zenobio.

TECLA di Roubaix
nobildonna che, per tre notti di seguito, sognò un vecchio vestito di bianco, che le indicava il luogo, Blandain, vicino a Tournai, in Belgio, dove erano sepolti i resti di Eleuterio, 1° vescovo di Tournai. Le reliquie di questo santo, vissuto a cavallo tra il 5° e il 6° secolo, lungamente considerate perdute, vennero infatti ritrovate solo il 18 settembre 897, proprio a Blandain.

ULRICO di Dorset
detto di Dorset, antico nome della città di Dorchester, nei pressi di Londra, morto nel 1154.

VIDONE di Acqui vescovo in Piemonte.

ZENOBIO sacerdote martire assieme a Nilo e Silvano.

I santi del giorno del 19 febbraio

19 Feb

ALVARO di Cordova santo spagnolo, morto nel 1420.

BARBATO
nato a Cerreto in provincia di Avellino. Eletto vescovo di Benevento nel 633, evangelizzatore dei Longobardi, partecipò al Concilio di Roma del 680 indetto da papa Agatone e forse anche a quello di Costantinopoli dell’anno seguente. Il seggio di San Barbato, un rarissimo lavoro in ferro battuto, è custodito nel tesoro della Biblioteca Capitolare della città.

BEATO di Vendòme
confessore ed eremita di origine italiana, che si ritirò in una grotta nei pressi di Vendòme nella zona di Le Mans, in Francia, nel 5° secolo.

CORRADO di Baviera
nato nel 1105, figlio di Enrico il Nero duca di Baviera. Studiò a Bologna, dove conobbe Bernardo di Chiaravalle e lo seguì come monaco nell’abbazia di Clairvaux. Morì presso Molfetta, in Puglia, nel 1154, tornando da un pellegrinaggio in Terrasanta.

CORRADO da Piacenza
nato verso il 1290, dalla nobile famiglia Confalonieri. Soldato di ventura e gran cacciatore, un giorno provocò un incendio per snidare la selvaggina, devastando raccolti e casolari. Quando un innocente fu ingiustamente accusato e condannato a morte, Corrado si denunciò spontaneamente e spese il suo intero patrimonio per ripagare tutti i danni. Ridottosi in povertà, nel 1315 si fece religioso assieme alla moglie e mentre lei entrava tra le Clarisse, lui entrò nel Terz’Ordine Francescano di Calendasco, in provincia di Piacenza. Per poter poi sfuggire alla gente e dedicarsi pienamente alla preghiera e all’espiazione, divenne eremita rifugiandosi in una grotta in Sicilia, dove trascorse gli ultimi trent’anni della vita come un recluso. Morto il 19 febbraio nel 1354, dal 1544 la sua venerazione è stata estesa a tutta la Sicilia ed è chiamato compatrono dei cacciatori.

GABINO di Roma sacerdote martire nel 296.

MANSUETO dei Savelli
40° vescovo di Milano. Incerta è la data dell’elezione, forse nel 672, ma si sa comunque che nel 680 convocò un concilio provinciale, nel corso del quale venne dato a Damiano, più tardi vescovo di Pavia, l’incarico di scrivere una lettera all’imperatore Costantino IV Pogonato contro il monotelismo. L’anno seguente, invece, non intervenne al sinodo romano presieduto dal papa Agatone. Morto intorno al 690, le sue reliquie sono conservate nella chiesa di Santo Stefano Maggiore, in Via della Signora, a Milano.

MARCELLO martire in Africa con Giuliano e Publio.

PUBLIO martire in Africa assieme a Giuliano e Marcello.

TULLIO martire in Africa nel 2° secolo, assieme ad altri compagni di fede.

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