I santi del giorno del 15 gennaio

15 Gen

ARNOLDO Janssen   
nato in Germania nel 1837, pur essendo di famiglia povera, riuscì a entrare in seminario e divenne insegnante. Ordinato sacerdote nella diocesi di Mùnster, dopo alcuni incontri con Daniele Comboni(v.), fu chiamato a dirigere un seminario fondato recentemente in Olanda. Negli anni dal 1886 al 1889, fondò due congregazioni, una maschile e una di suore di clausura che guidò per un trentennio pur tra molte difficoltà causate dalla politica anticattolica del governo tedesco. Beato dei Verbiti, morto nel 1909, è stato proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 2003.

COSMA di Gerusalemme
monaco greco, morto nel 760 circa. Fratello adottivo di Giovanni Damasceno, fu educato dal monaco italiano Cosma il Vecchio e verso il 743 venne eletto vescovo di Maiuma, presso Gaza, in Palestina. Gli sono state attribuite le composizioni di molti inni sacri.

EFISIO di Sardegna
guerriero, “il debellatore degli eretici”, martire in Sardegna, nelle vicinanze di Pula, nel 3° secolo. Patrono di Cagliari.

FERNANDO de’Capillas
Francesco Fernandes, frate domenicano di Valencia, inviato missionario nelle Filippine, dopo 10 anni di fruttoso apostolato, nel 1642 venne mandato anche in Cina. Assieme a Francisco Diaz, si stabilì nella regione di Fukien, operando nelle città di Fogan, Moyang e Tingten, ma in seguito alla feroce persecuzione anticristiana della dinastia tartara dei Manciù, 5 anni dopo venne arrestato mentre tornava da Fogan, dove aveva portato la Comunione a un ammalato. Portato in tribunale, maltrattato, insultato e torturato, fu posto in carcere, ma poi nuovamente torturato e flagellato, venne condannato a morte e decapitato l’anno seguente. La motivazione della condanna fu quella di aver sobillato il popolo, perché diffondeva una falsa dottrina religiosa, “il cristianesimo”. È stato proclamato santo domenica 1° ottobre 2000, in piazza San Pietro a Roma durante la Messa giubilare presieduta da Sua Santità Giovanni Paolo II.

GIOVANNI Calibita    
secondo la leggenda, era un giovane di nobili origini, il quale, fuggito dalla casa paterna, si fece religioso, non lontano da Costantinopoli. Tornato a casa, visse sconosciuto ai parenti in un tugurio, rivelandosi solo quando fu vicino alla morte. Il suo rifugio, in seguito, venne trasformato in una chiesa. Anche a Roma gli è stata dedicata una chiesa sull’Isola Tiberina.

IDA  
badessa irlandese, vissuta nel 6° secolo.

MACARIO il Grande 
originario dell’Alto Egitto, nato nel 300 circa e morto nel 390. Fattosi monaco, si ritirò a vita ascetica nel deserto di Scete, raccogliendo attorno a se molti proseliti e da quando fu ordinato sacerdote verso i quarant’anni, subì la persecuzione ariana. Viene comunemente identificato come il discepolo di Antonio abate e gli sono stati attribuiti numerosi scritti, tra i più importanti nella storia monastica e ascetica, tra i quali ben 56 omelie in greco.

MAURO di Glanfeuil 
nato nel 512 e morto nel 584, è stato tardivamente identificato con il discepolo di Benedetto da Norcia, menzionato da san Gregorio. Secondo la Vita scritta da Fausto da Montecassino, dopo aver seguito Benedetto a Subiaco e Montecassino, fu eletto abate e sarebbe andato in Gallia a fondare il monastero di Glanfeuil più tardi chiamato Saint-Maur-sur-Loire in suo onore. La sua vita è però così leggendaria che non si può sapere con certezza se sia stato questo Mauro a introdurre il monachesimo benedettino in Gallia, verso il 543. Sembra che le reliquie, portate a Parigi, siano in parte state distrutte dai sanculotti nel 1793. Queste poche note sono confermate da una specie di biografia del santo scritta dall’abate Odone di Glanfeuil nel 9° secolo.

MAURO di Subiaco
nato all’inizio del 6° secolo, figlio del senatore romano Tertullo. Allievo prediletto di Benedetto da Norcia, nel monastero di Subiaco, era così obbediente al maestro che in un celebre episodio leggendario si racconta che, quando suo fratello Placido cadde nel lago e Benedetto gli ordinò di correre a salvarlo, Mauro corse subito, oltrepassò la riva, camminò sulle acque, prese il fratello per i capelli e lo portò in salvo. Quando nel 529 Benedetto andò a Montecassino, Mauro divenne il suo successore venendo poi nominato abate di Subiaco dove concluse la vita. Il Messale romano lo ricorda il 15 gennaio, l’Ordine benedettino lo celebra il 5 ottobre assieme al fratello Placido. È citato anche nei Dialoghi di Gregorio Magno ma forse è un doppione di Mauro di Glanfeuil.

MICHEA profeta   
giudeo, originario di Moreset, a ovest di Hebron(v). Sesto dei 12 profeti minori dell’A.T., ha vissuto la missione profetica sotto i re Acaz ed Ezechia, cioè prima e dopo la presa di Samaria del 721 a.C. e forse fino al 687. Contemporaneo dei profeti Osea e Isaia, non si sa però quasi nulla della sua vita, si conosce solo il suo stile, che essendo lui di origine campagnola, è di un linguaggio scarno, concreto e talvolta brutale, come si può intendere leggendo il piccolo libro della Bibbia che gli è attribuito. Celebre il suo oracolo su Betlemme, interpretato dall’evangelista Matteo come profezia sul luogo di nascita del Messia.

PAOLO di Tebe  
monaco egiziano. Secondo la leggendaria Vita Pauli scritta nel 249 da Girolamo di Stridone,  si sarebbe ritirato a vita eremitica per sfuggire alla persecuzione di Decio I. Visse in perfetta solitudine umana, ma in unione con Dio, per quasi un secolo nel deserto della Bassa Tebaide, Egitto del sud, dove ricevette anche la visita dell’abate Antonio il Grande. Morì a 113 anni verso il 342.

PLACIDO di Subiaco
secondo la testimonianza di Gregorio Magno, era figlio del patrizio romano Tertullo, affidato a Benedetto da Norcia ancora giovanissimo, nel monastero di Subiaco assieme al fratello Mauro. Particolarmente legato al suo maestro, nel 529 circa lo seguì a Montecassino, dove fu monaco esemplare. Sembra abbia subito il martirio a Subiaco, il 5 ottobre di un anno imprecisato.

PROBO di Verona vescovo nel 4° secolo.

ROMEDIO di Thaur  
vissuto tra il 4° e il 5° secolo, conte di Thaur, borgo della valle del fiume Inn, presso Innsbruck. Una tradizione vuole che, tornando da un pellegrinaggio a Roma, si sia incontrato con il vescovo di Trento, che lo spinse a vita ascetica. Donati così gli averi e i propri terreni alla diocesi trentina e, in parte, a quella di Ausburg, in Baviera, si ritirò con due confratelli, Abramo e Davide, a Sanzeno nella valle di Non, in un luogo poco accessibile. Una leggenda narra che l’anacoreta in procinto di partire per Trento a visitare il vescovo, chiese a un confratello di sellargli il cavallo che pascolava poco lontano, il giovane obbedì, ma tornò spaventato dicendo che il cavallo era stato sbranato da un orso ! Romedio per nulla intimorito gli rispose: non preoccuparti, portami l’orso, senza paura e poi, ammansito l’animale, partì alla volta di Trento cavalcandolo. Quando morì, il 1° ottobre di un anno imprecisato (forse il 405 ?) le campane delle chiese trentine suonarono tutte assieme, senza che nessuno le avesse toccate. Nel 1120, i sui resti vennero portati in una cappella del santuario eretto su uno sperono roccioso, dove l’anacoreta era vissuto in povertà, preghiera e solitudine. Il culto si diffuse rapidamente, non solo nel Nord-Italia, ma anche in Germania e Ungheria. Festa anche il 1° ottobre, giorno della morte(dies natalis). Questo è ciò che viene narrato nella tradizione leggendaria, mentre sembra sia nato verso la metà del 6° secolo e pertanto non abbia mai potuto incontrare il vescovo Vigilio, ma sicuramente uno dei suoi successori.

SECONDINA di Igel   
DINA, martire nei pressi di Igel, nella Gallia belgica, assieme a Tarcisia.

TARCISIA di Igel  martire in Gallia, assieme a Secondina.

 

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Una Risposta to “I santi del giorno del 15 gennaio”

  1. Ola un mio ɑmіco mi ha mandɑto l’indiriƶzo di questo blog e sono ѵenuto
    a vedere com’è. Mi piace enormemente. Aɡgiunto
    tra i preferiti. Magnifico siito e template meraviglioso

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