I santi del giorno del 1 gennaio

1 Gen

CONCORDIO di Spoleto
sacerdote martire nel 178. Patrono di Spoleto.

FULGENZIO di Ruspe.
Nato nel 467 a Telepte, in Tunisia. Funzionario imperiale, procuratore delle imposte, dopo la lettura delle opere di Agostino d’Ippona, decise di darsi alla vita monastica nella regione di Cartagine. Dopo una permanenza di qualche anno a Roma, nel 507 i fedeli lo elessero vescovo di Ruspe, presso Sfax, nel golfo di Gabès, sempre in Tunisia, ma fu esiliato in Sardegna con altri 60 vescovi da Trasamondo, re ariano dei Vandali. Trascorse così molti anni in un monastero di Cagliari, punto di riferimento di presbiteri e monaci dell’isola. Richiamato in patria nel 523 dal nuovo re Ilderico, scrisse diversi trattati antiariani, epistole e sermoni. Riprendendo e accentuando gran parte degli insegnamenti della dottrina agostiniana, scrisse anche contro le eresie dei nestoriani e semipelagiani. Morto a Ruspe nel 533 circa, è compatrono di Cagliari.

GIUSEPPE Maria Tommasi.
Nato nel 1649 a Licata, in Sicilia e morto a Roma nel 1713. Sacerdote nell’Ordine dei Teatini.

GIUSTINO di Chieti.
Vescovo morto nel 9° secolo venerato nell’Italia Centrale.

GREGORIO, il vecchio.
“il Vecchio”, marito di santa Nonna, padre di Cesario, Gorgonia e Gregorio di Nazianzo. Ex magistrato, venne consacrato vescovo di Nazianzo nel 329 e diede molte prove di santità, più che di conoscenze dottrinali.

GUGLIELMO da Volpiano.
nato nel 962 sull’isola di San Giulio d’Orta, provincia di Novara, figlio del conte Roberto di Volpiano. Entrò molto giovane in un monastero benedettino presso Vercelli e poi nel 985, nell’abbazia di Cluny. Riformò il monastero di Saint Bènigne, pressi Digione ed esercitò molta influenza su circa 40 conventi della Lorena, Francia e Italia, promuovendone la riforma secondo l’osservanza di regole severe. Aprì scuole di ogni grado, curando particolarmente quelle popolari e nel 1003 fondò l’abbazia di Fruttuaria a San Benigno Canavese e quella di Fecamp, in Normandia, che divennero importanti centri di riforma. È morto in Normandia, nel 1031.

TELEMACO, martire a Roma.
monaco di origine asiatica, detto ALMACHIO. Con l’Editto di Milano del 312, Costantino aveva proibito anche i combattimenti dei gladiatori, ma Onorio Flavio(395-423), li aveva reintrodotti. Nel 404, durante uno di questi crudeli spettacoli, Telemaco entrò nell’arena per dividere i contendenti e far cessare il massacro, ma gli spettatori infuriati lo lapidarono. La Chiesa cattolica lo venera come martire.

VINCENZO Maria Strambi.
nato a Civitavecchia nel 1745. Fece gli studi in seminario e dopo aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale, nel 1768 entrò nella Congregazione dei Passionisti dove divenne un brillante predicatore, percorrendo quasi tutta l’Italia. Quando Pio VII lo nominò vescovo di Macerata e Tolentino, promosse la riforma del clero e del popolo, dimostrandosi ottimo pastore. Nel 1808 rifiutò di prestare giuramento di fedeltà a Napoleone e così subì l’esilio a Milano e Novara fino al 1814. Rinunciò all’episcopato nel 1823, quando venne chiamato alla sede apostolica come consigliere di Leone XII. È morto a Roma il 1° gennaio 1824, lasciando scritti teologici, agiografici e ascetici ed è stato canonizzato nell’anno giubilare 1950, da Pio XII. È ricordato anche il 24 settembre.

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