Archivio | gennaio, 2013

I santi del giorno del 31 gennaio

31 Gen

CIRO e GIOVANNI 
secondo una passio leggendaria, Ciro, medico di Alessandria, fu ucciso insieme al soldato Giovanni, durante la persecuzione di Diocleziano. Le reliquie dei due martiri furono trasportate a Roma, in una chiesa di Via Portuense, che oggi è chiamata di “Santa Passera”.

DOMENICO Sarraceno
martire a Cordova, in Spagna alla fine del 10° secolo.

GAUDO  
nato in Francia nel 2° secolo, morì in Oriente, dove era stato mandato come evangelizzatore.

GEMINIANO di Modena o GIMIGNANO,
di lui si hanno solo notizie leggendarie, derivate da una “Vita”  attribuita a Zeno o Zenone. Nativo di Modena, sembra ne sia divenuto vescovo, acclamato dai concittadini, verso il 344 e abbia partecipato al sinodo di Milano del 391, che confermava la condanna dell’eretico Gioviniano. Con lui avvenne la conversione totale della città e la consacrazione di molti templi pagani al culto cristiano. Patrono anche di Ferrara, Pontremoli e San Gimignano, il Duomo di Modena è stato costruito sulle rovine di una basilica del 4° secolo, eretta sulla sua tomba

GIOVANNI Bosco 
nato il 16 agosto 1815, a Castelnuovo d’Asti, di modeste condizioni, intraprese gli studi ecclesiastici con molti sacrifici e nel 1841, venne ordinato sacerdote a Torino. Discepolo di Giuseppe Cafasso, cominciò subito a occuparsi dei ragazzi poveri e stabilitosi nel sobborgo di Valdocco, fondò il primo “oratorio”, con una ventina di ragazzi, che 4 anni dopo erano già più di 300. Nel 1846 fondò l’oratorio di San Francesco di Sales, o Pia società Salesiana, ottenendo l’approvazione della Chiesa, come società religiosa a voti semplici, il 3 aprile 1874. Seguendo il principio pedagogico per il quale, si appoggia tutto sopra la ragione, l’amore e la religione, fondò laboratori, ospizi, vere e proprie scuole professionali, collegi e pensionati. Nel 1871, aiutato da Maria Domenica Mazzarello, diede vita anche alla Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice e istituì le Missioni Salesiane, che ebbero rapido e largo sviluppo, tanto che oggi sono sparse in tutto il mondo e già alla morte del fondatore, i Salesiani, contavano ben 250 case. Morto a Torino il 31 gennaio del 1888, è stato beatificato il 19 marzo 1929 da Pio XI, che lo ha poi canonizzato il 1° aprile 1934, Domenica di Pasqua.

GIULIANO e GIULIO
secondo una leggendaria Vita dell’8° secolo, erano due fratelli nati in Grecia dopo il 330. Ricevettero la loro formazione studiando a Roma e poi Giulio fu ordinato presbitero e Giuliano diacono. Causa le continue persecuzioni nelle loro regioni, tornarono in Italia e si fermarono per un po’ di tempo alle Aque Salvie, presso Roma. Da qui poi si diressero verso il Nord, predicando il Vangelo ed erigendo “chiese”, costruzioni povere fatte di pietre, legno e paglia, che divenivano però punti d’incontro per i neo convertiti. Le ultime 2 furono costruite, a Gozzano in provincia di Novara, dedicata a San Lorenzo e l’altra sul lago d’Orta, dedicata ai santi Pietro e Paolo. Nella prima rimase Giuliano fino alla morte e nella seconda il fratello Giulio, che morì un 31 gennaio verso la fine del 4° secolo. Sono entrambi venerati come “Apostoli dell’Alto Novarese”. Le reliquie di Giulio  sono conservate nella basilica di San Giulio, fondata dal santo stesso, nel 390 circa, sull’isola omonima, del lago d’Orta, in provincia di Novara.

LUDOVICA Albertoni
nata a Roma nel 1474. A vent’anni venne data in sposa a un nobile che lei amò devotamente e dal quale ebbe tre figlie. Rimasta vedova nel 1506, entrò nel Terz’Ordine Francescano, rivolgendo ogni cura ed energia all’assistenza delle ragazze più povere, che istruiva e avviava al lavoro, spendendo tutto il suo patrimonio. Per questo motivo ebbe forti contrasti con i parenti, che rifiutarono di aiutarla in queste necessità. Ricevette il dono della profezia e quello di poter operare miracoli. È morta il 31 gennaio 1533 e il grande scultore Lorenzo Bernini, autore del colonnato di San Pietro e del famoso Baldacchino, posto sulla tomba di San Pietro, le ha dedicato un meraviglioso monumento funebre nella chiesa romana di San Francesco a Ripa.

MARCELLA di Roma
nata nel 330 a Roma, nobile. Rimasta orfana di padre, si sposò molto giovane, ma dopo soli 7 mesi rimase vedova e quest’avvenimento la spinse verso la vita ascetica. Rifiutando un secondo vantaggioso matrimonio con il console Cereale, nonostante le pressioni della madre Albina, trasformò il suo palazzo sull’Aventino in un cenacolo di preghiera dove confluirono altre nobili, Sofronia, Marcellina, Lea e anche la stessa madre Albina. Penitenza, digiuno e preghiera, furono i principi della sua vita, secondo quanto risulta dalle lettere di Girolamo che, nel 382, era divenuto il direttore spirituale del gruppo. Nonostante gli inviti delle amiche Paola ed Eustochio, che avevano fondato un monastero a Betlemme, rifiutò il trasferimento in Terrasanta e verso la fine del secolo, assieme alla vergine Principia, si trasferì in un luogo più isolato nelle vicinanze di Roma. Rientrò nel 410, per paura dei Visigoti, ma durante il sacco di Roma ad opera di Alarico I, subì percosse e maltrattamenti e solo a stento riuscì a salvare Principia dalle mani dei barbari, rifugiandosi nella basilica di San Paolo. Morì poco tempo dopo, in seguito alle ferite subite. San Girolamo scrisse un discorso di lode in suo onore.

NICO vescovo in Dalmazia.

SAVERIO  
Francesco Saverio Maria Bianchi, nato nel 1743 ad Arpino, in provincia di Frosinone. Entrato nella Società dei Chierici di San Paolo(Barnabiti), visse molti anni a Napoli dove si dedicò alla direzione spirituale, avendo tra i suoi penitenti molti cardinali, vescovi e anche il re Carlo Emanuele IV di Savoia con la consorte, Maria Clotilde. Specialmente in Campania, svolse un’attiva opera di carità, motivo per cui venne chiamato l’Apostolo di Napoli, città nella quale è morto nel 1815. La sua tomba si trova nella chiesa cittadina di Santa Maria di Caravaggio ed è stato santificato dal papa Pio XII nel 1951.

TIRSO  
martire assieme a Saturnino e Vittore.

TRIFENA           
santa martire del 1° secolo, discepola dell’apostolo Paolo.

ULFA di Amiens
martire in Francia nel 750 circa.

I santi del giorno del 30 gennaio

30 Gen

ALDEGONDA 
nata nel 630 nell’Hainaut, in Belgio, figlia di Gualberto e di Bertilla, sorella di Valtrude. Ricevuto il velo monacale dal vescovo Amando, assieme alla sorella e alcune amiche fondò il convento di Mauberge, presso il confine tra Francia e Belgio, del quale divenne priora. Ebbe numerose visioni mistiche che raccolse in uno scritto divenuto famoso sopratutto dopo la sua morte di cancro nel 684.

BATILDE regina
di origine sassone, rapita e poi venduta come schiava in Gallia nel 641. Bellissima e altera, divenne moglie di Clodoveo II, re dei Franchi e madre di Clotario III. Quando nel 657 rimase vedova, governò la Francia durante la minore età del figlio e a partire dal 662 fondò e dotò numerose abbazie, a Corbie (in Piccardia) e poi a Jumieges, Wandrille e altre. Esaurito il suo compito di governo si ritirò nell’abbazia di Chelles, sulla riva destra della Marna, a pochi chilometri da Parigi, dove morì nel 680.

FELICE IV papa
nato a Benevento, nel Sannio, antica regione dell’Italia centro-meridionale, figlio di Castorio. Successore di Giovanni I, il 12 luglio 526, non fu eletto in conclave, ma imposto dall’imperatore Teodorico e regolarmente consacrato il 30 agosto, dopo la morte di costui. Sulle rovine di un antico tempio, fece costruire la chiesa dei santi Cosma e Damiano. Nel sinodo di Orange del 529 condannò il semi-pelagianesimo con una lettera al vescovo Cesario d’Arles. Pontificò sotto la particolare protezione di Amalasunta, regina reggente degli Ostrogoti, distinguendosi per grande saggezza nel governo della Chiesa e fu anche il fondatore dell’abbazia di Montecassino. Dopo aver indicato come successore l’arcidiacono Bonifacio, è morto il 22 settembre 530. Le spoglie riposano nella basilica di San Pietro.

GIACINTA Marescotti
nata a Viterbo nel 1586 in una famiglia nobile. A vent’anni, per compiacere i genitori, entrò come terziara francescana nel convento delle Clarisse di Viterbo, ma per molto tempo condusse una vita mondana e spensierata, provocando grande scandalo tra le altre monache. Dopo una seria malattia e alcuni lutti in famiglia che la fecero rientrare in se stessa, visse in umiltà, povertà e penitenza, interessandosi fortemente dei problemi degli ammalati poveri e carcerati, portando a tutti il suo aiuto con amore. Per mezzo della preghiera incessante, ottenne da Dio molte conversioni e con i suoi convertiti ebbe la possibilità di promuovere istituti assistenziali per anziani e malati. Morì il 30 gennaio 1640 e venne sepolta nella chiesa del monastero.

GILDO (GILDAS) di Rhuys
nato nel 510 a Dumbarton, sulle rive del Clyde, fiume scozzese, nei pressi di Glasgow. Di stirpe regale, in un primo tempo fu educato da un abate, poi completò gli studi nel Galles e venne ordinato sacerdote verso il 538. Dedicatosi alla predicazione nelle regioni settentrionali, dove il cristianesimo era quasi scomparso, fu chiamato in Irlanda da Brigida di Kildare, perchè dopo la morte di San Patrizio la religiosità era in ribasso, e qui, ristabilita la disciplina nei monasteri, fondò la celebre scuola di Armagh nell’Ulster (Irlanda del Nord). Si ritirò poi in solitudine sull’isoletta di Houat, ma ben presto fu raggiunto da numerosi discepoli e così si rese necessario un nuovo monastero nella penisola di Rhuys, costruito sulle rovine di una antica fortezza romana e che poi venne chiamato di Saint-Gildas-di Rhuys. Dopo un altro periodo di predicazione nelle zone circostanti, si ritirò di nuovo a Houat, di fronte al nuovo monastero di Rhuys, dove morì nel 570. Una leggenda narra che il suo corpo venne affidato a una barca senza vele, per un suo espresso desiderio, ma lo si trovò riapprodato a Rhuys.

IPPOLITO di Antiochia sacerdote martire.

MARTINA di Roma
vergine martire nel 228. Secondo una passio leggendaria, era una diaconessa cristiana, la quale, arrestata sotto l’imperatore Alessandro Severo, sottoposta a molte torture ma rimasta sempre illesa, alla fine fu decapitata. Si tratta però di notizie non controllabili, copiate in parte, dalla passio di santa Taziana, tanto che storicamente, non ci sono prove certe nemmeno della sua esistenza.

MATTIA vescovo di Gerusalemme, martire.

SAVINA di Lodi 
nata a Lodi nel 260, vedova martire a Milano, nel 311.

SEBASTIANO Valfré 
della congregazione religiosa dei sacerdoti dell’Oratorio (Filippini), morto a Torino nel 1710, patrono dei cappellani militari.

SERENELLA o SERENA martire di Spoleto, vissuta nel 4° secolo.

I santi del giorno del 29 gennaio

29 Gen

AQUILINO di Colonia 
nato a Colonia, in Germania. Subì il martirio a Milano nel 1015 circa, ed è venerato nella basilica milanese di San Lorenzo, nella cappella omonima. Santo protettore dei facchini.

BARBEA 
santo martire assieme a Sarbellio.

COSTANZO di Perugia
secondo il martirologio Romano, forse fu il 1° vescovo di Perugia, martire nel 170 assieme ad Aquilino, sotto Marco Aurelio. La sua città gli ha dedicato una bella chiesa edificata nel 1143.

GELASIO II papa
Giovanni Caetani, nato verso il 1058, figlio di Crescenzio, duca di Fondi, Latina. Entrato nel monastero di Montecassino sotto la guida dell’abate Desiderio, divenne molto esperto in teologia e nel 1082 fu chiamato a Roma da Gregorio VII che lo nominò cardinale diacono. Il 24 gennaio 1118 venne eletto con il nome di Gelasio II e fu consacrato il 10 marzo successivo. Il suo pontificato fu molto contrastato, perchè venne aggredito fino a essere preso per la gola e calpestato a sangue, durante scontri tra diverse fazioni in lotta a Roma e poi incatenato e imprigionato in una torre da Cencio Frangipane, ma il popolo insorse e lo fece liberare. Allora fu chiamato l’imperatore Enrico V, che tentò invano di ottenere la conferma del previlegio dell’investitura, che gli era stato concesso nel 1111 da Pasquale II. Molto irritato gli oppose un antipapa, Maurizio Burdino, arcivescovo di Braga, che assunse il nome di Gregorio VIII. Tornato a Roma da Gaeta, dove si era rifugiato, dopo aver scomunicato l’imperatore e l’antipapa, il 23 ottobre 1118 venne nuovamente aggredito mentre celebrava la messa nella chiesa di Santa Prassede e fu costretto a fuggire ancora. Nominò Pietro, vescovo di Porto Romano, suo vicario e poi andò a Benevento, Pisa e Genova, dove dedicò la cattedrale a San Lorenzo. Passato poi in Francia, fu a Nimes, Valence, Vienne e Lione. Ad Avignone presiedette un sinodo, ma ammalatosi, si fece portare a Cluny, dove è morto nel 1119.

MAURO di Roma soldato martire assieme a Papia.

PAPIA di Roma soldato martire nel 3° secolo, assieme a Mauro.

PIER TOMMASO ricordato anche il 6 Gennaio

POTAMIONE vescovo di Agrigento, martire.

SABINA matrona romana, martire nel 119, protettrice di Roma.

SABRINA di Samos
originaria dell’isola greca di Samos nell’Egeo, martire in Gallia nel 3° sec.

SARBELLIO martire assieme a Barbea.

SULPICIO Severo o SULPIZIO,
scrittore latino, vissuto tra il 360 circa e il 420, discendente di una nobile famiglia dell’Aquitania(v), si convertì agli ideali monastici, ma si conosce poco della sua vita, tranne un famoso incontro con Martino di Tours che fu determinante per la sua religiosità. Divenuto suo assiduo discepolo, sembra sia stato nominato vescovo di Bourges e abbia presieduto il 2° Concilio di Macon. Gli viene attribuita una Cronaca universale, con le vicende storiche del mondo, dalla creazione fino ai suoi tempi, una biografia di Ilario di Poitiers e un panegirico del suo maestro, la Vita Martini Tauronensis. Deve il soprannome Severo, all’austerità dei suoi costumi.

VALERIO di Lucca
leggendario discepolo di san Pietro, protovescovo di Lucca.

VALERIO di Treviri
apostolo della Renania, tra il 3° e il 4° secolo, forse 1° vescovo della città.

I santi del giorno del 28 gennaio

28 Gen

ARNOLDO di Selenhofen arcivescovo di Magonza, martire.

BRIGIDA di Scozia
secondo una tradizione, era una principessa scozzese vissuta nel 5° secolo,  uccisa assieme alla sorella Maura, da banditi di strada pagani, mentre andava in pellegrinaggio a Roma. Sepolta in Francia, sembra che sulla sua tomba siano avvenuti molti miracoli.

CALLINICO di Apollonia 
martire con Leucio e Tirso nel 117 ad Apollonia, in Tracia.

CARLOMAGNO
nato nel 742, figlio del re dei Franchi, Pipino il Breve, prima divise il regno con il fratello Carlomanno e poi, alla sua morte, regnò da solo. Chiamato in Italia da Adriano I, contro il re longobardo Desiderio, perchè questi non rispettava le prerogative pontificie, lo sconfisse nel 773. Assunse anche il titolo di re dei Longobardi e così, per un lungo periodo, assieme al papa fu protagonista della storia d’Italia. Nel 778 condusse una campagna contro i Musulmani di Spagna, culminata con l’assedio di Saragozza che si risolse però con una grave sconfitta tanto che, durante la ritirata, la retroguardia fu distrutta a Roncisvalle. Condusse anche una campagna contro i Sassoni, li sottomise e convertì al cristianesimo, trasformando la Sassonia in una immensa prefettura franca, divisa in contee. Verso il 785 iniziò la conquista della Baviera conclusa nel 788, con l’occupazione di tutta la regione, anch’essa suddivisa in contee. Più a oriente conquistò la Pannonia, abitata dagli Avari e pose fine al loro regno, creando così un potente impero che nel 799 si estendeva dall’Elba ai Pirenei, dalla pianura padana al Mare del Nord. A conclusione della sua opera di conquista e unificazione, nella notte di Natale dell’800 venne solennemente incoronato in San Pietro da Leone III, imperatore del Sacro Romano Impero d’Occidente. Ottimo legislatore, diede al suo dominio un’organizzazione basata su un governo centrale, del quale era capo con pieni poteri, assistito da un consiglio consultivo e vari governi locali, retti da un prefetto o conte, sottoposto ai “missi dominici”, funzionari creati da lui, una specie di ispettori con funzioni anche di giudici, scelti tra i burocrati laici ed ecclesiastici. Promosse l’istruzione scolastica, fondando scuole presso i monasteri e le chiese. Raccolse presso la corte molti eruditi del tempo, fra i quali Alcuino, Paolo Diacono, Eginardo e Pietro da Pisa, dando vita all’Accademia Palatina, dalla quale si diffuse una grande opera di rinascita letteraria e artistica. Nell’806 divise l’impero tra i figli Pipino, Ludovico il Pio e Carlo, ma Pipino e Carlo morirono pochi anni dopo e così nell’813, chiamò Ludovico a dividere il trono incoronandolo imperatore ad Aquisgrana. Morto nell’814, è oggetto di particolare venerazione in Francia, anche se fu canonizzato dall’antipapa Pasquale III, nel 1164, su richiesta di Federico Barbarossa, mentre nel 18° secolo il papa Benedetto XIV lo ritenne venerabile come beato. Queste decisioni non furono poi né smentite, né ratificate e il culto di Carlomagno è solo tollerato.

EMILIANO di Trevi
fuggito dall’Armenia verso la fine del 3° secolo, trovò rifugio presso una comunità cristiana di Roma. Durante le persecuzioni di Diocleziano fu consacrato vescovo dal papa Marcellino e inviato a Trevi assieme a Sebastiano e altri due compagni. Arrestato, fu sottoposto a molte torture per convincerlo a rinnegare il cristianesimo, ma essendosi sempre opposto, il 28 gennaio 304 fu condannato a morte e decapitato in una località presso Trevi. In questo luogo una leggenda dice che esiste ancora la mitica pianta di ulivo ultracentenerio alla quale fu legato il santo vescovo martire. Le presunte reliquie, disperse nella notte dei tempi, furono ritrovate nel 1660, durante i lavori di ristrutturazione del Duomo di Spoleto ed ora sono conservate in una chiesa di Trevi. Come sant’Emiliano Armeno è venerato anche in alcune località dei dintorni, l’8 febbraio.

GIACOMO santo eremita, morto nel 350,

LEUCIO di Apollonia 
martire nel 117, assieme a Callinico e Tirso ad Apollonia, colonia greca del Ponto Eusino, in Tracia

MAURA di Scozia
secondo una tradizione leggendaria, era una giovane principessa nata in Scozia nel 5° secolo, che fu uccisa in Francia, dove venne sepolta, assieme alla sorella Brigida mentre stava andando in pellegrinaggio a Roma. È venerata come martire.

OLGA Bidà beata.

PIETRO Nolasco 
nacque nel 1182 a Rechaud, presso Carcassonne in Linguadoca, forse da una famiglia di origine ligure. Nel 1203 andò in Spagna cercando di liberare, con il riscatto, i cristiani schiavi dei Musulmani che dominavano il paese. Nel 1222, assieme a Raimondo di Penafort e ad altri laici, rifondò a Barcellona, l’Ordine religioso dei Trinitari, intitolato a Maria Santissima della Mercede, divenendone il nuovo superiore. L’ordine, fondato da Giovanni di Matha, era stato approvato da Innocenzo III nel 1198 ma aveva perso il primitivo fervore e Pietro ne continuò l’opera, che prima aveva ripreso da solo spendendo tutte le sue sostanze. Ottimo organizzatore riuscì a comporre anche delle dispute politiche. La data della morte è controversa, secondo alcuni sarebbe il 13 maggio 1249, secondo altri il 25 dicembre 1256, mentre è invece certo che fu canonizzato nel 1628, da Urbano VIII.

ROSA Wang Hoei 
nata in Cina, ma battezzata cristianamente con il nome di Rosa, divenne una attiva catechista. Quando nel paese scoppiò la persecuzione xenofoba dei Boxers dovette nascondersi spostandosi quasi ogni giorno, ma verso la metà dell’agosto 1900, venne scoperta, arrestata e interrogata; al suo rifiuto di tornare agli antichi culti, fu percossa, ferita e infine gettata ancora viva in un canale. È stata proclamata santa il 1° ottobre 2000, con Santa Messa e rito di canonizzazione, presieduti da Giovanni Paolo II.

TIRSO di Apollonia 
nato nel 98, martire nel 117 in Tracia, assieme a Callinico e Leucio.

TOMMASO d’Aquino 
uno dei più grandi geni della storia cristiana, nato alla fine del 1225, nel castello di Roccasecca, presso Aquino, in provincia di Frosinone. Figlio di Landolfo, nobile guerriero longobardo e di Teodora di origine normanna, studiò a Montecassino fino al 1239 e poi dal 1244 a Napoli, entrando nei Domenicani contro il volere del padre. Proseguì gli studi di teologia nelle grandi scuole del tempo a Bologna, poi a Colonia sotto la guida di Alberto Magno e a Parigi fino al 1252. Tornò poi a Parigi dove insegnò fino al 1260, quando rientrò in Italia alla corte papale come teologo della curia. Nel 1269 fu ancora docente a Parigi e tre anni dopo maestro generale di teologia a Napoli, insegnando anche a Orvieto e Viterbo. La morte lo colse mentre stava andando a Lione per un Concilio indetto da Gregorio X, durante il viaggio tra Napoli e Roma, nel monastero cistercense di Fossanova, presso Latina, il 7 marzo 1274. Corse la diceria che lo avesse fatto avvelenare il re di Sicilia Carlo I d’Angiò, per impedirgli di parlare male di lui al Concilio. Le sue opere fondamentali sono i commenti ai 4 Libri Sententiarum del vescovo di Parigi, Pietro Lombardo, i Commenti alla Logica, Fisica, Etica e Metafisica di Aristotele; la Summa contra Gentiles del 1264 e la Summa Theologiae, iniziata nel 1265 e rimasta incompiuta. È ritenuto anche l’autore del “Pange Lingua” nella liturgia eucaristica per la festa del Corpus Domini, istituita da Urbano IV. Secondo Tommaso, la ragione umana è un potere autonomo, rispetto alla fede e indipendente quindi dalla rivelazione. Tuttavia nessun contrasto è possibile tra le verità della fede e quelle della ragione, in quanto la verità è “Una”. L’esistenza di Dio viene dimostrata per mezzo di argomenti esclusivamente a posteriori(le 5 vie), perchè Tommaso nega la possibilità di ogni conoscenza innata. L’anima è forma sostanziale del corpo, ma la sua esistenza è certa anche separata dal corpo. L’opera di Tommaso è stata una parte molto importante dell’insegnamento ufficiale della Chiesa per quasi 7 secoli. Canonizzato nel 1323 da Giovanni XXII, nel 1567 Pio V gli conferì il titolo di Dottore Angelico. Patrono di scuole e atenei universitari, la sua memoria è celebrata anche il 28 gennaio, giorno della traslazione delle reliquie a Tolosa, nel 1369.

VALERIO di Saragozza
vescovo della città, martire. Arrestato con il diacono Vincenzo alla fine del 3° secolo, fu mandato in esilio in Gallia, dove morì nel 315.

I santi del giorno del 27 gennaio

27 Gen

ANGELA Merici 
nata a Desenzano del Garda il 1° marzo del 1474, rimase orfana a 12 anni e fu accolta da uno zio a Salò, dove si fece terziaria francescana. Nel 1516, per ordine della superiora venne trasferita a Brescia, dove fu impegnata come educatrice delle ragazze, raccogliendo attorno a se numerose discepole. Dopo alcuni pellegrinaggi, uno anche in Terrasanta durante il quale perse e riacquistò la vista, il 25 novembre 1535 fondò, per incoraggiamento di Paolo III, la compagnia delle Dimesse di Sant’Orsola, per l’assistenza spirituale e materiale delle ragazze orfane e povere e degli ammalati. Approvata nel 1544, si sviluppò grandemente in Italia, Francia e Canada. Queste Orsoline sono impegnate a vivere nel mondo, libere da orari fissi e programmi conventuali e prestano la loro opera nelle prigioni, ospedali e nei posti più poveri e umili. Stimata santa già molto tempo prima della morte, avvenuta a Brescia il 27 gennaio 1540, è stata canonizzata da Pio VII, nel 1807.

DATIVO
martire in Africa con i santi Giuliano, Quintilio e Vincenzo.

DEVOTA di Montecarlo
patrona del Principato di Monaco, vittima in Corsica della persecuzione di Diocleziano. Una pia leggenda racconta che la barca che trasportava le sue spoglie, presa in una tempesta di mare, venne guidata miracolosamente da una colomba, verso la riva monegasca.

ELVIRA 
vergine martire, che appare in vari calendari locali, ma della quale non si hanno notizie storiche

GIULIANO di Le Mans
nobile romano, vissuto tra il 2° e il 3° secolo che secondo una tradizione, divenne il 1° vescovo di Le Mans, da dove evangelizzò la regione del Maine. Nell’835 le reliquie furono traslate nella bellissima cattedrale gotica, a lui intitolata.

GIULIANO da Sora martire nel Lazio.

IMERIO di Bagnoli   
di Bagnoli, frazione del comune di Napoli, vissuto nell 8° secolo.

MANFREDO di Settala
eremita nei pressi del lago di Como, morto nel 1430.

 MAURO di Salamanca
abate francese del monastero di Bodon, presso Salamanca, in Spagna.

NATALE d’Irlanda
vissuto nel 6° secolo, introdusse il monachesimo in Irlanda del Nord, collaborando con l’abate Columba e poi divenne anche lui abate in diversi conventi.

PALLADIO di Scozia
diacono irlandese, divenuto vescovo in Scozia, vissuto nel 5° secolo, molto venerato sia in Scozia che in Irlanda.

QUINTILIO martire in Africa.

TEODORICO d’Orleans
nato in una famiglia nobile e ricca, volle diventare monaco. Essendo in amicizia con il re di Francia Roberto II, il Pio e la regina Costanza, quando nel 1010 si rese vacante la sede vescovile di Orleans, fu da loro nominato vescovo. L’altro candidato, Odolrico, vedendosi scavalcato, cercò di uccidere il rivale durante la cerimonia di consacrazione, ma l’attentato fallì. Ci furono poi altri tentativi, ma Teodorico ne uscì sempre indenne. Nel 1022, anche se ammalato, intraprese un pellegrinaggio verso Roma, dove però non arrivò mai, perchè la morte lo colse lungo la strada, dalle parti di Tonnerre, sulla Yonne. Nel 1568 gli Ugonotti ne dispersero le reliquie.

VINCENZO martire in Africa assieme a Dativo e Giuliano.

VITALIANO papa
nato a Segni, nel Lazio. Eletto il 30 luglio 657 successore di Eugenio I, ottenne subito la convalida imperiale tramite l’Esarca di Ravenna. Tenne buoni rapporti con la corte di Costantinopoli e il 5 luglio del 662, accolse in San Pietro, con grandi onori, Costante II imperatore d’Oriente, il quale lo ricolmò di doni, ma lasciò che i suoi soldati saccheggiassero molti edifici, compresi gli ornamenti d’oro del Pantheon. Nel marzo del 666 l’imperatore pubblicò un decreto con il quale sottrasse alla giurisdizione papale il patriarcato di Ravenna, attentando gravemente ai previlegi della Santa Sede. Vitaliano fu invece in ottimi rapporti con la Gran Bretagna inviando a Canterbury, come vescovo metropolita, Teodoro di Tarso. Morì il 27 gennaio 672 e fu sepolto in San Pietro. È ricordato anche per essere stato il primo a introdurre l’uso della musica d’organo nei riti religiosi.

I santi del giorno del 26 gennaio

26 Gen

ALBERICO di Citeaux 
nato in Francia verso il 1050, dopo aver cercato invano di riformare l’abbazia di Molesme, passò in quella di Citeaux, della quale fu il 2° abate, successore del fondatore Roberto. È da considerare il vero iniziatore della riforma cistercense, perchè ne stabilì le regole principali. Morì il 26 gennaio del 1109.

COLMANO o COMANO
monaco irlandese morto nel 676. Entrato nel monastero di Iona divenne, vescovo di Lindisfarne in Gran Bretagna e fu un grande sostenitore della liturgia celtica.

GABRIELE di Gerusalemme abate martire in Palestina.

MARO di Treviri martire in Germania nel 480.

PAOLA di Betlemme
nata a Roma nel 347, da un’illustre famiglia cristiana, sposò il senatore Tossozio, ebbe 5 figli e fece parte del cenacolo che si riuniva nella casa di Marcella sull’Aventino, guidato da san Girolamo. Rimasta vedova nel 379, rinunciò per sempre alla vita mondana, andò in Egitto e poi seguì Girolamo in Palestina con due suoi figli candidati alla santità. A Betlemme, qualche anno dopo, assieme alla figlia Eustochio, fondò un ostello-ricovero per pellegrini di passaggio e un monastero. È morta il 26 gennaio 406 e il Martirologio Romano dice che fu sepolta in Betlemme di Giudea. È patrona delle vedove.

SEBASTIANO di Fossano 
legionario romano, martire nei pressi di Fossano, in Piemonte. Nella vicina Saluzzo esiste una chiesa intitolata al suo nome.

SENOFONTE
senatore martire in Palestina, nel 6° secolo con la moglie Maria e i figli Arcadio e Giovanni.

TEOGENE vescovo.

TIMOTEO di Listra
nato a Listra, in Licaonia, da padre greco pagano e da Eunice, giudea convertita al cristianesimo. Discepolo di Paolo apostolo, si incontrò con lui nel corso del suo 2° viaggio apostolico in Acaia e Macedonia e data la sua origine venne circonciso per iniziativa di Paolo stesso. Divenuto il suo collaboratore prediletto, efficace e fedele nell’apostolato, lo seguì portando il Vangelo alle popolazioni della Frigia del nord, Galazia e Misia. Rappresentò l’apostolo anche presso Tessalonicesi, Corinzi ed Efesini. Dopo il 63 Paolo, liberato dalla prigionia romana, sostò a Efeso e qui lo lasciò affidandogli il governo della chiesa locale in qualità di primo vescovo. In seguito ricevette dal suo maestro due brevi lettere di carattere pastorale, che sono inserite nella Bibbia di Gerusalemme. La tradizione ricorda il suo martirio per lapidazione a Efeso nel 97, in seguito al rifiuto di aderire a una festa pagana.

TITO di Creta vedi 4 gennaio

I santi del giorno del 25 gennaio

25 Gen

AGAPE, DONATO e SABINO martiri

AMARINO martire in Francia con san PROIETTO.

ANANIA di Damasco
discepolo di Gesù, venne designato da Dio quale accompagnatore di Saulo di Tarso, divenuto improvvisamente cieco sulla via di Damasco. Poi fu ancora lui che, per ordine del Signore, gli impose le mani per fargli riacquistare la vista. Subì il martirio per lapidazione, dopo essere stato fustigato, nel 70 a Damasco in Siria.

ARTEMIA
martire a Pozzuoli nel 304.

GIOVENTINO di Antiochia e MASSIMO martiri.

GREGORIO IV papa
Romano nato da una famiglia nobile, cardinale presbitero di San Marco, fu eletto con il sostegno della nobiltà laica, verso la fine dell’827. Dedicò i primi anni di pontificato a diversi tentativi di riconciliazione tra Ludovico il Pio e i suoi 3 figli, ma non ottenne buoni risultati. Nel frattempo i Saraceni avevano occupato parte della Sicilia e il papa, temendo che potessero arrivare fino a Roma, fece fortificare il porto di Ostia, restaurare alcune chiese e ricostruire un acquedotto in rovina per fornire acqua potabile al quartiere del Gianicolo. Favorì l’espansione della fede nelle regioni tra l’Elba e l’Oder, mandò missionari in Danimarca e Svezia, consacrò 185 vescovi e fissò la festa di Ognissanti al 1° novembre. Morì il 25 gennaio 844.

MARIA Soledad santa morta nel 1887

 

I santi del giorno del 24 gennaio

24 Gen

ARTEMIO
vescovo martire di Clermont-Ferrand.

BABILA di Antiochia, ricordato anche il 23 Gennaio

EUSEBIO di Cesarea
nato in Palestina nel 265 circa, nel 313 fu consacrato vescovo di Cesarea e partecipò al Concilio di Nicea sostenendo le tesi di Origene. La sua erudizione sacra e profana era così notevole che viene considerato uno dei più appassionati apologeti del cristianesimo. Autore di una biografia del suo grande amico l’imperatore Costantino, l’opera più importante è però una Storia ecclesiastica in 10 libri, dalla morte di Cristo al 324, che, per ricchezza di notizie e serietà d’informazione, costituisce una preziosa fonte di studio, tanto che la traduzione latina di Rufino d’Aquileia, ne assicurò il successo anche presso gli scrittori occidentali. È morto verso il 340.

FELICIANO di Foligno
nel 199 fu nominato vescovo di Forum Flamminii, cioè San Giovanni Profiamma, frazione del comune di Foligno, dal papa Vittore I. Subì il martirio in tarda età verso il 251, a Todi, sotto Decio II, assieme a Eraclio e Paolino. È molto venerato in Umbria, particolarmente a Foligno, dove è sepolto nell’arca della Cattedrale a lui intitolata e costruita proprio sul luogo della primitiva sepoltura.

FRANCESCO di Sales 
nato il 21 agosto 1567 nel castello di Thorens, nell’Alta Savoia, in Francia, studiò ad Annecy, Parigi e Padova dove si laureò in legge a 24 anni. Abbandonata la carriera forense per la vita religiosa, nel 1593 fu ordinato sacerdote e dopo aver fatto il missionario in una zona calvinista della Francia ottenendo molte conversioni, divenne prima coadiutore e poi, nel 1602 vescovo di Ginevra-Annecy. Cercò di attuare nella sua diocesi le riforme promosse dal Concilio di Trento, fondò scuole, insegnò il catechismo e guidò suoi fedeli con molta saggezza. Dopo aver incontrato a Digione, Giovanna Francesca di Chantal, nel 1610 cooperò con lei alla fondazione dell’ordine della “Visitazione”, così chiamato perché le nuove monache si dedicavano soprattutto a visitare gli ammalati. Diede anche un notevole impulso alla propagazione in Francia dell’ Ordine Carmelitano e dei preti dell’Oratorio. Rappresenta una delle maggiori incarnazioni dell’umanesimo cristiano, illuminato dall’ottimismo francescano, ispirato alle tendenze della “Devotio” moderna e alla spiritualità di Filippo Neri. La sua teologia dell’amore e della pietà, esalta le virtù proprie di ogni stato sociale, al fine di stabilire i rapporti tra Dio e l’uomo su di un piano di reciproca confidenza. Morì a Lione il 28 dicembre 1622, ma venne sepolto solo il 24 gennaio 1623, ad Annecy, dove le reliquie sono custodite nella Chiesa della Visitazione. Ha lasciato molti scritti, tra i quali, “Introduzione alla vita devota” del 1608, il “Trattato dell’amor di Dio” del 1616, i “Sermoni” e oltre 2mila lettere. È stato canonizzato da Alessandro VII, nel 1665 e poi proclamato Dottore della Chiesa, protettore degli scrittori e dei giornalisti, da Pio IX nel 1877.

MARDONIO, METELLO e MUSONIO di Neocesarea martiri in Grecia.

PAOLA Gambara Costa
nata a Verolanuova, Brescia, il 3 marzo 1473, figlia dei nobili Giampaolo Gambara e Caterina Bevilacqua. Bellissima, fu data in moglie al conte Ludovico Costa di Bene Vagienna, in provincia di Cuneo, dove si trasferì con la famiglia. Dopo un periodo di piacevoli frivolezze, venne attirata dalle prediche di un francescano piemontese, Angelo Carletti da Chivasso e decise di entrare nel Terz’Ordine francescano. Nel frattempo scoprì che il marito le era palesemente infedele, ma reagì da moglie preoccupata solo di salvare il matrimonio e ci riuscì, perchè Ludovico tornò da lei. Quando rimase vedova con un figlio, si dedicò ad attività benefiche e subito dopo la sua morte, il 24 gennaio 1515, fu circondata dal culto popolare spontaneo, senza processi canonici, che però venne poi ratificato da Gregorio XVI, nel 1845. Il suo corpo è custodito nel convento francescano di Bene Vagienna.

PROIETTO martire assieme a Tirso.

STEFANO IV papa
nato in una famiglia aristocratica, educato in Laterano durante il papato di Adriano I, ebbe così il modo di “imparare il mestiere di papa”, venendo eletto il 22 giugno 816. Nello stesso anno andò a Reims, dove nella Cattedrale, l’8 ottobre incoronò imperatore il figlio di Carlo Magno, Ludovico il Pio con la moglie Ermengarda, ottenendo la conferma delle donazioni fatte da Pipino il Breve e da Carlo Magno e rinnovando così il patto di amicizia tra il pontificato e la dinastia carolingia, che diventava “figlia devota” della Chiesa. Rientrato a Roma, felice per aver ottenuto un così importante risultato per ristabilire la pace, morì pochi giorni dopo, il 24 gennaio 817 e fu sepolto nella basilica di San Pietro.

SURANO abate.

TIRSO martire assieme a Proietto.

VERA di Clermont  
Santa di Clermont-Ferrand, vissuta nel 5° secolo. Esistono alcuni documenti che attestano la sua venerazione fin dal 10° secolo.

ZAMA vescovo di Bologna, morto nel 3° secolo.

I santi del giorno del 23 gennaio

23 Gen

AMASIO vescovo martire nel 4° secolo

AQUILA di Cesarea
santa martire in Mauretania, morta sul rogo assieme al marito Severiano.

ARMANDO
o Auremondo, monaco dell’abbazia di Saint-Mairè, in Francia, della quale divenne abate nel 587. Morì nel 625.

BABILA
vescovo di Antiochia di Siria (oggi Antakya in Turchia), dal 237. Morì in carcere durante l’impero di Decio II, verso il 250, insieme a tre ragazzi a lui affidati, Predidiano, Epolonio e Urbano. A Milano, dove è molto venerato, si festeggia anche il 24.

BERNARDO di Vienne
nobile, soldato nelle armate di Carlomagno. Sposatosi contro la sua volontà, dopo sette anni di matrimonio, alla morte del padre, ottenne dalla moglie il consenso di farsi monaco benedettino. Fondò il monastero di Ambronay, ne divenne abate e nell’810 fu eletto vescovo di Vienne. Nel suo episcopato ebbe molti contrasti con la famiglia reale, tanto che per un certo tempo fu deposto e si rifugiò in Italia. Quando tornò in patria, fondò un monastero a Romans-sur-Isére, presso Valence, dove morì nell’842.

EMERENZIANA di Roma
secondo una leggenda era ancora catecumena, quando fu scoperta a pregare sulla tomba di Agnese, sua sorella di latte, che era stata martirizzata da poco. Viene rappresentata con le pietre nel grembiule, perchè fu lapidata sul posto nel 304 circa. I nobili genitori di Agnese raccolsero il corpo della martire e gli diedero sepoltura nel loro cimitero privato.

ILDEFONSO di Agali
nato nel 607, in Spagna. Monaco benedettino, discepolo di Eugenio di Toledo e di Isidoro di Siviglia, divenne abate del monastero dei SS. Cosma e Damiano ad Agali. Dal 657 arcivescovo di Toledo, successore del suo maestro Eugenio, si segnalò per l’attività creativa con gli scritti e continuò l’opera di Isidoro: De viris illustribus, raccolta di biografie di 14 personalità spagnole e si dedicò anche ad attività caritative. Morì il 23 gennaio 667 e il suo corpo, sepolto a Toledo, venne poi trasferito a Zamora, in Castiglia per sottrarlo agli invasori arabi. Santo molto popolare in Spagna, della quale è uno dei protettori, è particolarmente celebrato a Segovia.

MARTIRIO monaco abruzzese martire.

MESSALINA di Foligno martire nell’ anno 250.

PARMENA di Filippi
o Parmenas, uno dei primi 7 diaconi, ai quali gli Apostoli imposero le mani affidando loro l’incarico delle mense. È commemorato nel “Martirologio romano” come martire di Filippi, sotto l’imperatore Traiano.

RAIMONDO di Penafort  ricordato anche il 7 gennaio

SEVERIANO di Cesarea
martire in Mauretania assieme alla moglie Aquila.

I santi del giorno del 22 gennaio

22 Gen

ANASTASIO Magundat
monaco persiano martire nel 628. Figlio di un famoso mago, si convertì al cristianesimo in seguito alla notizia del trasporto della Santa Croce in Persia nel 614, per opera del re Cosroe. Questo eretico re dei Persiani, aveva rubato la Croce insieme con altri segni della Passione di Gesù e ne aveva fatto oggetto di riti pagani e superstiziosi. Eraclio, imperatore d’Oriente, gliela tolse in battaglia e la fece trasportare solennemente a Gerusalemme. Le reliquie di Anastasio furono portate a Roma durante l’impero di Eraclio e custodite nella basilica dei santi Vincenzo e Anastasio alle Tre Fontane, fondata dal papa Onorio I verso il 625.

DOMENICO di Sora
monaco benedettino, nato a Foligno nel 951. Fondò il monastero di Santa Maria di Sora, presso Scandriglia e alcuni conventi in Abruzzo e Lazio. È morto a Sora, provincia di Frosinone, nel 1031.

GAUDENZIO di Novara
nato a Ivrea nel 337. A Novara fu allievo di un predicatore di nome Lorenzo, morto martire. Dopo l’ordinazione sacerdotale si fermò per qualche tempo, a Vercelli, presso il vescovo Eusebio e quando questi fu esiliato a Scitopoli, in Cappadocia, andò con lui. Tornato a Novara per sostituire un presbitero assassinato, ne fu invece consacrato vescovo da Simpliciano di Milano e resse la diocesi fino alla morte, il 22 gennaio 418. In precedenza era stato in relazione anche con Martino di Tours e Ambrogio di Milano. Gli è attribuita la costruzione della primitiva cattedrale di Novara, dedicata alla Vergine, nella quale i sui resti sono conservati in una cassa d’argento e di cristallo su di un altare di marmo nero.

GUALTIERO di Bierbeck
monaco cistercense, passato alla storia come il monaco di Maria, per la profonda devozione per la Madonna. Morto verso il 1206, nel monastero di Himmerod, in Germania, una leggenda dice che partecipò alla terza crociata.

LAURA Vicuna
nata il 5 aprile 1891 a Santiago del Cile. Suo padre morì quando lei aveva solo 3 anni e la madre emigrò in Argentina dove, anche per assicurare la vita alle sue due bambine, che nel frattempo aveva messo in un collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, accettò di convivere con un certo Manuel Mora. Durante pochi giorni di vacanza, la piccola Laura si rese conto che il rapporto di sua madre con quest’uomo non era buono anzi il Mora tentò di sedurla e la picchiò, per cui la bambina fuggì e tornò in collegio. Qui offrì la sua vita a Dio pregando a lungo perchè la mamma potesse lasciare quell’uomo e il Signore esaudì il suo desiderio. Consunta dai sacrifici e da una malattia, è morta il 22 gennaio 1904, a soli 13 anni, con la gioia di aver offerto la vita per la mamma, che per suo merito cambiò vita. Giovanni Paolo II l’ha beatificata nel 1988, riconoscendola come martire.

LINDA (HERLINDA)  
santa di Maaseyk, città belga nei pressi del confine con l’Olanda, martire nel 745, assieme a Nilde.

NILDE di Maaseyk
martire assieme a Linda di Maaseyk, in Belgio

ORONZO di Embrun
originario di Embrun, sulle Alte Alpi, nei pressi di Gap in Francia. Martire nel 304 a Gerona, in Catalogna, Spagna, assieme ai compagni Vincenzo e Vittore

TEODOLINDA di Baviera 
figlia del cattolico Garibaldo I, duca di Baviera, nel 589 sposò Autari, re dei Longobardi e alla sua morte, dopo un solo anno di matrimonio, si risposò con Agilulfo, duca di Torino, che nel 591 fu incoronato re a Milano con la Corona Ferrea, oggi conservata nel Tesoro del Duomo di Monza, nella cappella intitolata a Teodolinda. Quando Agilulfo morì nel 616, governò come reggente a nome del figlio Adaloaldo e gli ottimi rapporti con il papa Gregorio Magno, più l’amore del quale era fatta segno dalle popolazioni, favorirono la conversione dei Longobardi al cattolicesimo. Nel 590 aveva dato inizio ai lavori di costruzione della basilica di San Giovanni Battista, divenuta poi il Duomo di Monza. Morta nel 625, il sarcofago che custodisce i suoi resti mortali è collocato dietro l’altare di questa chiesa.

VINCENZO di Saragozza
nato a Heusca, in Spagna, da una famiglia romana cristiana. Da giovane fu affidato al vescovo Valerio, perchè ne curasse l’educazione, divenendo arcidiacono e suo braccio destro, incaricato della predicazione del Vangelo. Durante le persecuzioni di Massimiano Erculeo, fu deportato in catene a Valencia assieme al vescovo e mentre Valerio venne mandato in esilio, Vincenzo fu il 1° martire spagnolo, il 22 gennaio 304, dopo numerose e atroci torture per indurlo all’apostasia. Il suo culto, molto popolare in Spagna, si è diffuso anche in Francia dove è il patrono dei viticultori.

VINCENZO Pallotti
nato a Roma il 21 aprile 1795. Dopo aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1818, si impegnò particolarmente nell’assistenza ai carcerati e fu anche uno dei confessori più ricercati sia da laici che da religiosi. Nel 1835 fondò la Società missionaria dell’Apostolato Cattolico, approvata da Gregorio XVI, un istituto religioso di preti secolari detti “Pallottini”, con il compito della propagazione della fede nell’unità e per associare sacerdoti, religiosi e laici di ogni età, sesso e condizione sociale, nei vari campi dell’apostolato. Nello stesso anno venne celebrata la prima ottava di preghiera per l’unità della fede, che trovò in lui un forte propagatore. Nel 1838 diede anche vita a opere di carità e di educazione, come la Pia casa di carità per le ragazze abbandonate. Con le sue opere è ritenuto un precursore dell’Azione Cattolica e dell’ecumenismo. È morto a Roma il 22 gennaio 1850 ed è stato canonizzato nel 1963 da Giovanni XXIII.

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